Panorami mozzafiato e sapori della tavola: ecco i 10 borghi italiani da visitare in primavera

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La primavera si sta avvicinando, e finalmente le giornate più lunghe ci permettono di tornare a viaggiare con sole, clima mite e tanta, tanta voglia di partire. Il 2025 sarà l’anno dei ponti, e dunque perché non approfittarne per regalarsi 1 o 2 giorni alla scoperta dei borghi più belli d’Italia? Ne abbiamo selezionati 10, ricchissimi di panorami, scorci d’autore, storie e ricchi sapori della cucina locale. Posti spesso insoliti e poco battuti dal turismo di massa, perfetti per ripartire in questa nuova stagione di viaggi. Andiamo?

Varzi, Lombardia

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Oltre al quartiere medievale Varzi ha due chiese: la Chiesa dei Rossi e la Chiesa dei Bianchi, chiamate a seconda del colore delle mantelline che i propri membri indossavano

Al centro della Valle Staffora e vicino a Bobbio, Varzi (in Lombardia) è immersa nella natura. Dall’apparenza modesta, ma che fu al centro della stirpe dei Malaspina, che controllarono tutta la valle e ci fecero un castello-palazzo ben fortificato, un punto di ristoro per i pellegrini. Una meta stupenda, famosa anche per i propri mercatini di natale e le degustazioni nel centro storico a giugno, come Città del salame (il salame di Varzi è DOP).

Bard, Valle d’Aosta

bard - valle d'aosta

Il forte lungo il fiume della Dora Baltea, denominato inexpugnabile oppidum nel 1034, presidio anche dei Savoia

Una gemma nella Valle d’Aosta, abitata sin dal Neolitico, che vedeva passare i romani per la via delle Gallie. Nominata a seguito della signoria dei Bard, è famosa per alcune cose: il proprio forte, il borgo medievale (XV secolo), lo scivolo delle donne ed il palazzo settecentesco degli ultimi conti di Bard.

Erice, Sicilia

erice - sicilia - chiesa di san giovanni battista

La chiesa di San Giovanni Battista di Erice, che venne restaurata con modifiche dai normanni, e che venne ampliata in epoca spagnola perché considerata troppo “piccola”

Erice, sul golfo di Trapani, è un borgo romantico e perfetto per le camminate. Appena viene nominato a chi la conosce, torna subito in mente la meravigliosa chiesa di San Giovanni Battista, sul lato ebraico, che oggi fa da auditorium. Da vedere ci sono sicuramente un castello normanno fatto sui resti di un tempio romano, il Castello di Venere o anche la Torretta Pepoli, deliziosamente eclettica, proprio sotto al castello.

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Gesualdo, Campania

gesualdo - campania - castello di gesualdo

Il Castello di Gesualdo, circondato da 4 torrioni al cui interno nasce e rinasce l’arte, gotica e rinascimentale. Secondo fonti storiche fu lui a rinnovarlo in corte rinascimentale, con tanto di teatro

La terra di mezzo fra due valli, nella storica Irpinia in provincia di Avellino. Decisamente amata da chi ama la musica di Carlo Gesualdo principe di Venosa, che ci visse a fine del Cinquecento, fra i Borghi più belli d’Italia da un paio di anni. Per cosa? Sicuramente per le fontane, le chiese ed il castello il cui sguardo trafigge nuvole, ombre e terra. Che è aperto al pubblico, anche per i concerti.

Acaya, Puglia

acaya - puglia

Il Castello di Acaya, la rocca del Cinquecento dai bastioni tozzi e robusti, progettati per contrastare le armi da fuoco, con cannoniere a tutti i livelli

Una piccola frazione di Vernole vicino a Lecce, Acaya è una piccola cittadina fortificata del sedicesimo secolo. È rimasto ancorato al medioevo, poco ma sicuro: si entra da un grande portone d’ingresso suggestivo come pochi. Circondato da ulivi e macchia mediterranea sta a metà fra l’Adriatico e Le Cesine, una riserva naturale, una oasi paludosa con due stagni divisi dal mare e da strisce di sabbia.

Recanati, Marche

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Sulla cima di un colle, Giacomo Leopardi ricorda a tutti il proprio borgo fra storia e poesia, così come i Leopardi che ancora risiedono lì.

Una camminata a Recanati è d’obbligo per vedere il famoso colle (e la siepe) che sempre cari gli furono. Ma non c’è solo il Palazzo Leopardi e ciò che potete immaginare di annesso, da vedere, c’è anche il Museo Diocesano o il Civico Museo Beniamino Gigli dedicato al cantante lirico, dove nella sala principale c’è un minuscolo cinema dove fanno on-air i film di Gigli.

Spello, Umbria

spello - umbria

Bisogno di colori? Siamo a maggio, è il momento migliore.

In provincia di Perugia c’è il borgo dove chi vive al centro storico fa a gara per avere il balcone più colorato dai fiori. Spello è un piccolo borgo tutto umbro, poi preso dai romani, che infatti (sotto Augusto) la chiamarono Splendidissima Colonia Julia. Anche qui c’è una porta all’ingresso della città, la Porta Consolare, con a fianco una torre dell’orologio con un olivo secolare.

Castelmezzano, Basilicata

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Castelmezzano. Potrebbe far freddino, sicuro, tanto quanto è una meta romantica

Anch’esso parte dei Borghi più belli d’Italia, proprio nel centro delle Dolomiti Lucane, poggiato su una parete di rocce. Castelmezzano, in provincia di Potenza, ha un panorama che è tutto un programma.

Volete di più? Beh non sorprendetevi se appena arrivati vi viene una voglia improvvisa di trekking, o almeno andare sulla zipline Volo dell’Angelo che unisce Castelmezzano a Pietrapertosa, che trovate qui.

Lollove, Sardegna

lollove - sardegna

A due passi da Nuoro c’è Lollove, parola che sta ad indicare una ghianda. Perché? Beh, Lollove (o Lollobe in sardo) era un’area piena di querce e ricca di ghiande, ottime per i suini. Dubbi sulla bontà del porceddu?

Tra le montagne della Barbagia c’è questa piccola frazione senza tempo con le casette in pietra grigia e i vicoli fioriti. Abbiamo già detta piccola? Nel 1615 aveva 25 abitanti. È infatti poco abitata da poche famiglie, mantenendo le casette di pietra e terra, da ammirare assieme alla chiesetta gotica di Santa Maria Maddalena.

Radda in Chianti, Toscana

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Premiata con la Bandiera Arancione dal Touring Club, dopotutto, sigillo di garanzia che valorizza sia la bellezza che l’accoglienza dei borghi italiani.

Cuore del Chianti Classico, senza alcun dubbio, Radda è un borghetto circondato dai vigneti. Certo, non si vive di vino rosso (maybe) ma anche di Vinsanto e vini Super Tuscan. In provincia di Siena c’è la storia etrusca, che riporta alla storia, fra un calice e l’altro. Essendo una zona prettamente vinicola c’è molto da degustare e molto da vedere a livello paesaggistico. Da vedere però c’è anche la ghiacciaia granducale di Radda, vicino ai giardini comunali, o anche il Palazzo del Podestà fatto nel ‘400 ma ricostruito nel 1478 a seguito di una guerra ragonese. Sulla facciata del Palazzo ci sono i 51 stemmi dei podestà che si sono susseguiti col tempo.





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