La frana in Valle Maggio (giugno 2024).
Keystone-SDA
Secondo uno studio dell’Università di Berna, gli eventi meteo estremi in Europa sono causati dalle correnti a getto (o jet stream) sul nord dell’Atlantico.
Eventi meteorologici estremi in Europa, all’origine di siccità e inondazioni, sono legati a movimenti di correnti a getto (comunemente noti anche col termine inglese jet stream) sul nord dell’Atlantico. Lo dimostra una ricostruzione su sei secoli elaborata da ricercatori dell’università di Berna, i quali escludono per il momento una relazione tra cambiamenti climatici e questi fenomeni atmosferici.
Le correnti a getto sono dei venti a un’altezza di circa 10 chilometri che possono raggiungere velocità di 500 km/h.
Secondo ipotesi di specialisti, il riscaldamento globale in corso potrebbe alterare le proprietà della corrente a getto polare, proveniente da ovest e situata sopra l’Atlantico settentrionale e l’Europa occidentale, generando eventi meteorologici estremi nel Vecchio Continente.
Per verificarlo, il gruppo di ricerca diretto da Stefan Brönnimann, professore di climatologia presso l’Istituto di geografia e il Centro Oeschger per la ricerca climatologica dell’università di Berna, ha ricostruito una serie di dati sul lungo periodo, che finora non era disponibile, indica un comunicato odierno dell’alta scuola.
In cinque anni l’équipe ha raccolto, analizzato e digitalizzato decine di miglia di dati da vari archivi per gli anni dal 1421 al 2023. Questi includono ad esempio antiche serie di misurazioni, documenti storici sui periodi di gelo dei fiumi e archivi climatici costituiti a partire dagli anelli di accrescimento (ossia gli strati di tessuto legnoso prodotti nel corso di un periodo vegetativo in un tronco d’albero) e da “carote” di ghiaccio (ricavate tramite il cosiddetto carotaggio dei ghiacciai o delle calotte polari).
Fluttuazioni casuali
Lo studio, pubblicato oggi sulla rivista Nature Geoscience, stabilisce che gli eventi estremi in Europa, come prolungati periodi senza precipitazioni o nubifragi con relative alluvioni, sono effettivamente legati al jet stream sull’Atlantico settentrionale.
La ricerca mostra pure che i cambiamenti nella forza, nella latitudine e nell’inclinazione della corrente a getto fondamentalmente avvengono casualmente, come conseguenza delle fluttuazioni naturali nella circolazione atmosferica. Fattori come le eruzioni vulcaniche ed El Niño hanno un’influenza, ma solo minima – El Niño è un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centro-meridionale e orientale nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni.
Finora i cambiamenti climatici non hanno avuto un impatto sulla corrente a getto polare. Secondo Brönnimann, citato nella nota, “sebbene le fluttuazioni siano state più importanti negli ultimi tempi, rientrano nella gamma di cambiamenti che abbiamo ricostruito negli ultimi 600 anni”.
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