Venator: resta l’incertezza. Ma il futuro potrebbe essere un nuovo imprenditore. A Massa l’incontro sul polo chimico

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MASSA MARITTIMA – Nessuna novità positiva per Venator. Questa è quanto è emerso dall’incontro che si è tenuto questa mattina nella sala del Palazzo dell’Abbondanza a Massa Marittima, organizzato dai comuni di Massa Marittima, Monterotondo Marittimo e Montieri. Presenti, oltre ai sindaci dei comuni promotori, anche la sindaca di Gavorrano Stefania Ulivieri, la sindaca di Scarlino Francesca Travison, l’amministratore delegato di Venator Stefano Neri, Giovanni Mascagni di Confindustria Toscana Sud, rappresentanti delle istituzioni e parti sociali.

Un punto interrogativo sul futuro di Venator

L’incertezza continua a dominare il destino di Venator. Dopo l’ultima comunicazione ufficiale dell’azienda, non si intravedono segnali di ripresa dell’attività produttiva, mentre cresce il timore che la multinazionale non sia più intenzionata a investire nel sito di Scarlino. Il problema, come sottolineato nel corso dell’incontro, è la mancanza di una strategia chiara da parte dell’azienda, che non ha ancora espresso un piano concreto per il futuro.

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Il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda, ha ribadito questa incertezza: “Dalle informazioni che ho avuto, oltre all’ultima lettera che ha mandato Venator, non ci sono ulteriori novità e quella lettera non ha contenuti positivi e propositivi per la ripresa dell’attività produttiva. Questo ci deve far fare una grande riflessione. Venator vuole continuare a investire su questo territorio? Mi sembra un grande punto interrogativo e le sensazioni che ho sinceramente non sono molto positive.”

Possibile soluzione: il subentro di un nuovo imprenditore

L’unica via d’uscita concreta per salvaguardare l’occupazione e rilanciare l’attività sembra essere il subentro di un nuovo imprenditore, locale o non, interessato a investire nel sito. Tuttavia, le difficoltà nel fare impresa in Italia, soprattutto per i costi elevati dell’energia e le carenze infrastrutturali del territorio, rappresentano ostacoli significativi.

Breda ha sottolineato la necessità di un supporto concreto: «Io credo che l’unica possibilità di uscita per riprendere la produzione in Venator sia quella di un subentro di chi ha voglia di investire in questa attività. Imprenditori locali o non locali. Qualsiasi imprenditore vada aiutato a subentrare in un’impresa che in questo momento ha delle grandi difficoltà. I costi dell’energia, in particolare, hanno un’incidenza molto pesante su quel sito produttivo. Ecco la riflessione: dobbiamo cercare di far fare un investimento a un imprenditore, sì, ma poi questo imprenditore va aiutato. Almeno dal punto di vista energetico, proviamo ad aiutare chi ha intenzione di far recuperare i posti di lavoro in Venator e ricreare impresa in quel sito produttivo.”

Venator, un asset strategico per il territorio

Oltre alla provincia di Grosseto, la crisi di Venator tocca da vicino anche il comune di Monterotondo Marittimo. Il sindaco Giacomo Termine ha evidenziato l’importanza dell’azienda per il tessuto economico locale:

“Oggi sono qui come sindaco di Monterotondo Marittimo per ribadire l’importanza di Venator non solo per il piano provinciale ma anche per il nostro comune come asset. Bisogna essere vicini ai lavoratori, bisogna essere vicini anche all’impresa locale di Scarlino, che ha grossi problemi con la casa madre.”

Le dichiarazioni della sindaca di Massa Marittima, Irene Marconi

La sindaca di Massa Marittima, Irene Marconi, ha ribadito la necessità di avere una visione d’insieme dello sviluppo industriale della zona:

“Oggi il nostro obiettivo è che esca una lettura complessiva del territorio dal punto di vista dello sviluppo industriale, di quello che è lo stato dell’arte ad oggi e di quelle che sono le opportunità future. Il tema dello stabilimento di Scarlino, chiaramente legato alle scelte aziendali, non si deve però tradurre nella fine dell’industria chimica e del polo chimico della Piana del Casone. Il biossido di titanio è un prodotto di cui c’è necessità e che ha ancora oggi un ampio mercato. Lo stabilimento è ancora in grado di produrre, di marciare e di essere competitivo.”

L’importanza dell’intervento governativo Uno degli aspetti cruciali è il ruolo delle istituzioni. Durante l’incontro, è stato ribadito che la Regione Toscana dovrà farsi portavoce della questione con il governo centrale, che rimane l’unico interlocutore in grado di gestire trattative a livello internazionale.

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Il sindaco Termine ha evidenziato la necessità di un chiarimento da parte dell’azienda:

“Il problema principale rispetto al passato è che si vedono prospettive di soluzione per quanto riguarda il gesso rosso e tutte le problematiche del passato. Il problema è che l’azienda non chiarisce che cosa vuole fare. Per questo è fondamentale il coinvolgimento del governo, grazie alla Regione Toscana, per avere chiara la situazione e gestirla, perché non solo i lavoratori, ma proprio l’asset industriale del biossido è fondamentale per tutta l’Italia.”

Monitorare e agire: la responsabilità del territorio Al momento non è chiaro se esistano imprenditori interessati a subentrare. La decisione finale si gioca su scenari globali e per questo è fondamentale mantenere alta l’attenzione e coinvolgere il governo affinché la vicenda non passi in secondo piano. Il territorio, le istituzioni e le parti sociali devono continuare a monitorare la situazione per garantire un futuro all’industria chimica della zona e tutelare i lavoratori coinvolti.

L’incontro di oggi ha rappresentato un’occasione per fare il punto sulla crisi di Venator e sulle prospettive future, ma ha anche evidenziato l’urgenza di azioni concrete per evitare la perdita di un polo produttivo strategico per l’economia locale e nazionale.





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