Come funziona la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati

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Si è svolta nei giorni scorsi in Municipio la seduta della Commissione delle Elette, presieduta dalla consigliera Gloria Zanardi, con all’ordine del giorno l’audizione della direttrice della Fondazione Emiliano Romagnola per le Vittime dei reati, Elena Zaccherini con riferimento alle attività e alle iniziative dell’ente sul territorio, con particolare focus sulle vittime di violenze di genere. In apertura la presidente Gloria Zanardi ha illustrato in sintesi il profilo e l’oggetto sociale della Fondazione: «Istituita nel 2004 da Regione Emilia-Romagna, Province e Comuni capoluogo – ha spiegato Zanardi – è l’unica esperienza in Italia di supporto alle vittime di gravi reati dolosi. La Fondazione interviene infatti, con la massima rapidità, a favore delle vittime dei reati quando, da delitti non colposi, ne derivi la morte o un danno gravissimo all’integrità fisica e alla libertà morale e sessuale. Le tipologie di intervento a sostegno delle vittime – ha concluso la presidente – prevedono: cure mediche e/o psicologiche, spese legali, spese per la copertura dell’affitto o del mutuo per l’abitazione, il sostegno scolastico ai figli oppure una donazione per affrontare nell’immediato le difficoltà più urgenti che la vittima è costretta ad affrontare».

Collegata in video da Bologna ha poi preso la parola la direttrice Elena Zaccherini: «L´intervento della Fondazione – ha sottolineato – volto a permettere alla vittima o alla sua famiglia di affrontare nell’immediato lo choc determinato da un grave crimine, può essere attivato quando il fatto è avvenuto nel territorio regionale o anche al di fuori di esso, se la vittima è residente in Emilia-Romagna. A rivolgere la richiesta di sostegno alla Fondazione può essere sempre e solo il sindaco del Comune in cui è avvenuto il fatto ovvero del Comune di residenza della vittima. I contributi – ha concluso Zaccherini – vengono stabiliti dal Comitato dei Garanti, formato dal presidente della Fondazione – lo scrittore Carlo Lucarelli, in carica dal 2017 – dall’ex vicepresidente Cosimo Braccesi e da Sergio Bracco, già questore di Milano». 

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Successivamente Gianluca Sgambuzzi, referente locale della Fondazione, ha illustrato l’andamento delle richieste di sostegno trasmesse nel 2024 dal Comune di Piacenza (tredici, 57mila euro i contributi destinati alle vittime) e in questi primi mesi del 2025 (sei, ancora da vagliare da parte del Comitato), il rapporto fondamentale instaurato con avvocati, assistenti sociali e il Centro antiviolenza “La Città delle Donne”, nonché la collaborazione con diversi Comuni della provincia.

A seguire, le consigliere comunali presenti hanno rivolto a Elena Zaccherini alcune domande sulla Fondazione: in particolare, Tiziana Albasi sul rapporto con le scuole, Angela Fugazza sull’attività di prevenzione sociale svolta dall’ente e Claudia Gnocchi sulle azioni possibili per intercettare e quindi dare sostegno a più casi possibili di donne vittime di reato. Elisabetta Menzani e Sibilla Brusamonti hanno quindi espresso il loro sentito apprezzamento per l’attività della Fondazione, mentre Margherita Lecce ha suggerito di organizzare in città la proiezione del docu-film “Cerchi”, diretto da Margherita Ferri, che descrivendo la vicenda umana di alcune persone vittime di reato sostenute dalla Fondazione racconta con verità e delicatezza la forza di chi ha trovato il coraggio di andare avanti. L’assessora al Welfare, Nicoletta Corvi ha infine ricordato l’esperienza, partecipata anche dalla Fondazione, del Tavolo delle politiche di genere ed espresso l’auspicio che quanto prima Piacenza possa ospitare l’evento teatrale con Carlo Lucarelli “Senza mezze misure”, allestito per reperire nuovi soci e diffondere l’operato della Fondazione. Nel rispondere alle domande delle consigliere, Elena Zaccherini ha ricordato l’esperienza del gioco di ruolo “Noi, parti offese” organizzato qualche anno fa presso l’istituto “Romagnosi” e ha confermato l’importanza del rapporto con le scuole per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi in argomento, ha condiviso le considerazioni espresse sull’importanza della prevenzione e dell’affermazione di una cultura del rispetto nei confronti delle donne e illustrato le tante iniziative – tra cui il podcast “A fari spenti” – portate avanti per consolidare e ampliare l’attenzione e il supporto alla Fondazione da parte dei Comuni, delle Università, delle aziende e delle associazioni di categoria della regione.

A conclusione dell’incontro la presidente Gloria Zanardi ha espresso l’auspicio che la Fondazione «per la fondamentale attività che svolge a sostegno delle vittime di gravi reati, di cui circa il 90% riferibili a violenza domestica, stalking, femminicidi e altre forme di violenza di genere, sia sempre più conosciuta dagli enti, associazioni e imprese sul territorio. La Commissione delle Elette – ha ribadito – si impegnerà a valorizzarne il ruolo e la sua mission, sicuramente l’audizione che si è tenuta sarà l’inizio di una proficua collaborazione e non mancheranno iniziative comuni anche in città, su un tema così importante e profondamente sentito».



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