Clara Calamai evento a La Compagnia e Mediateca Toscana -mediatecatoscana.it

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Il cinema celebra la Giornata Internazionale della Donna, tra La Compagnia e Mediateca Toscana

Eā€™ dedicato a Clara Calamai, la grande diva del cinema italiano, di origini pratesi, lā€™evento che celebra il cinema al femminile, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Lā€™iniziativa si chiama ā€œClara Calamai, lo scandalo di essere attriceā€, ed ĆØ proposta dallā€™area cinema di Fondazione Sistema Toscana, in collaborazione con il giornalista Federico Berti, inclusa nel programma, ā€œLa Toscana delle Donneā€, della Regione Toscana.

Lā€™inaugurazione si tiene martedƬ 11 marzo, alle ore 18.00, a La Compagnia (via Cavour 50/r), alla presenza di Cristina Manetti, Capo di Gabinetto alla Presidenza della Regione Toscana, ideatrice de ā€œLa Toscana delle Donneā€, con il taglio del nastro della mostra che consentirĆ  al pubblico di vedere foto scena e locandine di film che vedono protagonista Clara Calamai. La mostra rimarrĆ  aperta fino al 19 marzo, nel foyer de La Compagnia, ad ingresso gratuito. Al termine dellā€™inaugurazione sarĆ  proiettato, in versione restaurata, Profondo Rosso, film di Dario Argento del 1975, che ha visto lā€™ultima interpretazione di Clara Calamai.

LunedƬ 17 marzo, alle ore 16.00, nellā€™ambito dellā€™evento ā€œClara Calamai, lo scandalo di essere attriceā€, si terrĆ  un incontro in Mediateca Toscana (via San Gallo, 25, Firenze), anche questo ad ingresso libero, durante il quale il giornalista Federico Berti, il critico Stefano Socci, introdotti dalla giornalista Elisabetta Vagaggini, ideatrice dellā€™iniziativa, ripercorreranno le principali tappe del cinema di Clara Calamai. Al termine dellā€™incontro sarĆ  proiettato il film di Luchino Visconti, Ossessione, caposaldo del Neorealismo, del 1943, che vede protagonista Clara Calamai.

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ā€œClara Calamai, lo scandalo di essere attriceā€: il titolo dellā€™iniziativa si ispira alla vita della diva italiana

Clara Calamai, nata a Prato nel 1909 e scomparsa a Rimini nel 1998, ĆØ stata una delle attrici piĆ¹ importanti del cinema dei ā€œtelefoni bianchiā€, una stagione cinematografica italiana compresa tra il 1934 e il 1943. Importanti le sue collaborazioni con Aldo Vergano, che la scopre nel 1938 (Pietro Micca), Alessandro Blasetti, che le conferisce grande notorietĆ  (Ettore Fieramosca, La cena delle beffe) e con tutti i principali registi del periodo (Giorgio Bianchi, Goffredo Alessandrini, Duilio Coletti, per citarne alcuni). Nella sua carriera molti titoli sono ascrivibili al neorealismo popolare, o melodramma cinematografico italiano (Lā€™adultera, Amanti senza amore, Carne inquieta), mentre una delle sue piĆ¹ importanti interpretazioni ĆØ nel film, caposaldo del Neorealismo, Ossessione, di Luchino Visconti, 1943.

Ma Clara Calamai, fin dalla piĆ¹ tenera etĆ , ĆØ stata anche una ā€œdonna dello scandaloā€, come richiamato nel titolo dellā€™evento. Figlia di Priamo Calamai, capostazione di Porta al Serraglio a Prato, era lā€™ultima di tre sorelle. Dopo la scuola, Clara amava intrecciare la paglia che veniva usata per confezionare i cappelli, ma la sua bellezza prorompente diventĆ² presto il lasciapassare per lā€™ingresso nellā€™alta societĆ  pratese. Fu molto corteggiata, in particolare da un rampollo della Prato bene. Quel legame, ā€œscandalosoā€ per la differenza di ceto sociale, alimentĆ² pettegolezzi e malignitĆ  tra i benpensanti della cittĆ . Clara fu additata come una donna da cui stare lontano e si sparse persino la voce ā€“ falsa ā€“ di una sua gravidanza. Clara, distrutta, tentĆ² il suicidio: un colpo al cuore, il proiettile che non uccide per miracolo. La sua convalescenza fu anche la sua rinascita. Lontana da una Prato claustrofobica, Clara si trasferƬ a Roma, dove potĆ© frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia e iniziare una nuova vita.

E proprio a Roma, Clara Calamai realizzĆ² il suo sogno di diventare attrice, mestiere anche questo considerato non adatto ad una ragazza perbene, quantomeno audace, per una donna che si deve fare strada da sola nel mondo dello spettacolo. Clara ĆØ una donna moderna, che non ha mai rifiutato le nuove sfide, le interpretazioni in film dal grande impatto visivo.

Ed ĆØ proprio uno dei suoi film che la fa assurgere alla cronaca come vamp provocante, ancora una volta scandalosa: a Clara Calamai viene attribuito il primo seno nudo della storia del cinema italiano, nel film La cena della beffe, di Alessandro Blasetti. Un nudo che appare sul grande schermo per soli diciotto fotogrammi, sufficienti per far diventare Clara Calamai attrice dello scandalo. Sul film si abbattĆ© lā€™anatema delle autoritĆ  ecclesiastiche e fu imposto, da parte della censura, il divieto di visione ai minori di sedici anni. Luchino Visconti, nel 1957, la volle di nuovo in suo importante film, Le notti bianche, nel quale interpreta il ruolo di una prostituta.

Vamp, adultera, Venere nuda, ammaliatrice, peccatrice, amante, perfino prostituta: Clara Calamai ha incarnato i personaggi che i registi le hanno imposto, in base ai gusti e alle correnti cinematografiche del tempo, che descrivevano lā€™universo femminile in base alla morale corrente, sostanzialmente suddiviso tra sante e peccatrici. Ha dato corpo allā€™immagine riflessa sul grande schermo, allā€™icona che registi hanno creato per lei. Ruoli che ĆØ riuscita a fra vivere mettendo in campo il suo grande talento, fondando un suo stile tutto personale: un modo di stare davanti alla macchina da presa inedito, copiato, ammirato, premiato ai Nastri dā€™Argento.

Nel 1975, arriva per Clara Calamai lā€™ultima grande interpretazione, prima di uscire definitivamente di scena, in Profondo Rosso, film che ha lasciato un segno nella storia del cinema, tra giallo, thriller e horror, opera di svolta nella carriera del regista Dario Argento, verso la sua maturitĆ  espressiva che troverĆ  da qui in poi. Un film nel quale Clara Calamai presta il suo volto dallā€™intensa espressivitĆ , ad unā€™assassina: il tassello che le mancava nel parterre di personaggi che hanno stupito, sorpreso e turbato il pubblico, scosso le anime, fatto riflettere e innovato il cinema italiano.





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