Rapina e minacce a un giovane, condannato a sette anni e multa – La Guida

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Si è concluso con una sola pesante condanna il processo per rapina e minacce a carico di Mohamed Marzoug, giovane di origine marocchina, e del suo amico Wael Ben Salem, giovane di origine tunisina, accusati di aver picchiato e derubato un 25enne marocchino dopo essersi introdotti nella stanza che aveva preso in affitto in un residence, a Roccabruna. La sera del 5 settembre 2022 la vittima, costituita parte civile con l’avvocato Giulio Magliano, si trovava nella sua stanza insieme a due amici; dopo aver cenato, i tre stavano giocando alla Playstation quando sentirono urla provenire dal corridoio. Uno degli amici della vittima aveva riconosciuto la voce di Mohamed che urlava: “Io non lo conoscevo ma il mio amico sì e quando sentii bussare alla porta aprii”. Marzoug entrò con irruenza nella stanza e prese subito di mira la vittima dandogli un pugno in volto; dal corridoio si infilarono nella stanza altre due persone, una delle quali trattenne per le spalle la vittima consentendo all’altro di continuare a picchiarlo, mentre il terzo ragazzo allontanò gli altri amici della vittima. “Mentre uno mi tratteneva per il collo Mohamed, che conoscevo solo di vista, mi lanciò tutti gli oggetti che aveva trovato sul tavolo: bicchieri, stoviglie, un grosso piatto di terracotta”, aveva riferito ai giudici la vittima. Tra calci, pugni e vetri di bicchieri spaccati sulla testa, il giovane riportò una serie di lesioni successivamente refertate in ospedale con sette giorni di prognosi: “In ospedale volevano darmi due settimane di prognosi ma io avevo appena trovato lavoro e non volevo stare assente per troppo tempo, temevo di essere licenziato, come poi di fatto avvenne comunque”. Prima di andare via uno dei ragazzi prese la Playstation con controller e videogiochi, cento euro dal portafogli della vittima per un totale di circa 500 euro. Nella colluttazione la porta si era rotta e la vittima venne ospitata per alcuni giorni da uno dei due amici. Quando fece ritorno al residence, dopo aver denunciato la rapina, notò che la Playstation era stata restituita, mentre mancavano altri oggetti tra cui alcuni vestiti. Le indagini portarono alla facile individuazione di Marzoug, il quale nei giorni successivi mandò dal proprio cellulare messaggi di minaccia alla vittima della rapina: “Non so come avesse avuto il mio numero ma mandava messaggi di testo e vocali in cui diceva che se fossi andato dai carabinieri sarebbe venuto a cercare me e la mia famiglia per ucciderci”. All’individuazione di Ben Salem gli inquirenti risalirono grazie alla descrizione fornita dalla vittima, al fatto che spesso era stato visto insieme a Marzoug e per un tatuaggio che aveva sul braccio e che era stato notato da uno degli amici della vittima. A conclusione dell’istruttoria l’accusa ha chiesto la condanna di Marzoug a sette anni e quattro mesi e 3.300 euro di multa e di Wael Ben Salem a sette anni e un mese e 2.700 euro di multa. Alla richiesta di condanna si è associato l’avvocato Magliano chiedendo un risarcimento di complessivi 4.100 euro comprensivi del danno patrimoniale e del danno morale patito dal proprio assistito, che non solo perse il lavoro ma per lo shock subìto da quel giorno evita di tornare a Cuneo. Per l’avvocato Dora Bissoni, legale di Marzoug, invece quella che si era verificata nella stanza del residence fu una colluttazione fra due persone che niente aveva a che vedere con la sottrazione della Playstation, che sarebbe stata portata via solo incidentalmente in un secondo momento, a margine di quello che era sembrato più un regolamento di conti fra i due. Di assoluta estraneità di Ben Salem al fatto contestato ha parlato l’avvocato Paolo Dotta, sottolineando che il proprio assistito era stato riconosciuto in foto solo dalla vittima dell’aggressione, che agli inquirenti lo aveva però descritto come un giovane grosso e basso mentre in realtà si tratta di un giovane molto alto e senza alcun tatuaggio di colore verde sul braccio come era stato invece riferito da uno dei testimoni. Una ricostruzione accolta dai giudici del collegio che lo hanno assolto dalle accuse contestate, condannando invece Mohamed Marzoug a sette anni e un mese e 2.700 euro di multa oltre al pagamento di una provvisionale esecutiva di 2.000 euro a favore della vittima.





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