Bruxelles – L’Ue ha svelato oggi (26 febbraio) il Clean Industrial Deal, il vangelo da 100 miliardi che mette insieme competitività e decarbonizzazione, investimenti e semplificazione. Una delle sue costole è il Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili, presentato dal commissario Ue per l’Energia, Dan Jørgensen, con il quale Bruxelles punta far risparmiare a famiglie e imprese europee fino a 260 miliardi di euro all’anno.
Si tratta di una serie di misure a breve termine per ridurre un caro bollette ormai strutturale, completare l’Unione dell’energia, attrarre più investimenti in fonti rinnovabili ed essere meglio preparati a potenziali nuove crisi energetiche. Le cifre snocciolate da Jørgensen in conferenza stampa sono astronomiche: già nel 2025 “possiamo risparmiare 45 miliardi di euro”, ma il risparmio annuo dovrebbe crescere fino 260 miliardi nel 2040. “Se facciamo le somme, da oggi al 2040 possiamo risparmiare duemila miliardi e mezzo di euro, vale a dire l’1,2 per cento del nostro Pil”, ha affermato il commissario Ue.
La crisi energetica innescata dal conflitto in Ucraina e dalla determinazione con cui Bruxelles ha deciso di liberarsi dalla dipendenza del gas russo, seppur rientrata rispetto all’inverno tra il 2022 e il 2023, continua ad accompagnare – e complicare – il percorso di transizione verde intrapreso dall’Unione europea con il primo mandato di Ursula von der Leyen. Dal 2022, la quota di gas proveniente dalla Russia nel mix energetico dell’Ue è scesa dal 45 al 14 per cento. Importazioni equivalenti al valore di “2400 aerei caccia F-35”, ha dichiarato Jørgensen, evidenziando come in questo modo “aiutiamo indirettamente Putin a finanziare la sua guerra”.
Ma il gas “farà ancora parte del nostro mix energetico per qualche tempo”, ha ammesso ancora il commissario. E il Gnl che l’Europa compra ora da Stati Uniti e Norvegia costa almeno il doppio di quello russo. Un salasso che arriva dritto nelle bollette dei cittadini europei e nei costi di produzione delle imprese. “Chiediamo maggiore trasparenza al mercato”, ha affermato a proposito Jørgensen: per garantire concorrenza leale, la Commissione intensificherà il suo controllo dei mercati del gas dell’Ue con l’aiuto dell’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER), dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) e delle autorità nazionali di regolamentazione. Nel piano d’azione, l’Ue si impegna a “individuare ulteriori importazioni a costi competitivi da fornitori affidabili”. Jørgensen ha suggerito di ricorrere ad acquisti congiunti di gas per “sfruttare il potere d’acquisto dell’Unione”.
La soluzione al caro bollette rimane la decarbonizzazione. E va accelerata
Ma su un binario parallelo deve continuare a correre la decarbonizzazione, perché le fonti di energia pulita “hanno già dimostrato di essere più economiche” dei combustibili fossili. In un discorso pronunciato oggi allo European Industry Summit ad Anversa, von der Leyen ha sottolineato che “dall’avvio del Green Deal europeo, abbiamo risparmiato 60 miliardi di euro di importazioni di combustibili fossili grazie alle energie rinnovabili locali a basso costo”. Concretamente, per accelerare la transizione Bruxelles ha scelto di affidarsi ad una delle parole chiave del nuovo Clean Industrial Deal: “semplificazione”. Jørgensen ha fissato gli obiettivi per “ridurre in maniera notevolissima” gli iter per la realizzazione di progetti sulle fonti rinnovabili: “Autorizzare entro sei mesi i progetti non particolarmente complessi, due anni al massimo per i più complessi”.
Accelerando gli investimenti in energia pulita e infrastrutture e portando trasparenza ed equità nei mercati del gas, “l’energia può diventare più accessibile”, promette la Commissione europea. Ma per combattere alla radice il caro bollette, Bruxelles fornirà nuove raccomandazioni agli Stati membri “per ridurre le tasse nazionali sull’elettricità e consentire ai consumatori di cambiare più facilmente fornitore verso offerte energetiche più economiche”.
Precedenza inoltre all’adozione di contratti di fornitura a lungo termine, che contribuiscono a proteggere consumatori e imprese dalla volatilità dei prezzi dell’energia, e “sostegno a una più ampia diffusione” di soluzioni di efficienza energetica, con interventi garantiti in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti. Tra i suggerimenti più interessanti del per il resto fumoso piano Ue, c’è l’idea di presentare “programmi per premiare i consumatori che riducono i consumi nelle ore di punta e tengono sotto controllo le bollette dell’energia”.
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