InnovareXCrescere: 10 anni di open innovation e progetti per il futuro

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Quasi 600 startup coinvolte in progetti di open innovation accanto a più di 100 grandi aziende. 195 proof of concept realizzati e 230 giovani formati attraverso bootcamp e altri percorsi di formazione integrati con progetti interaziendali. Sono i numeri del programma Open Italy, che con l’avvio dell’edizione 2025 ha celebrato il suo decimo anno di attività.

L’appuntamento con l’ecosistema dell’innovazione di ELIS Innovation Hub ha visto quest’anno oltre 1.000 partecipanti all’evento “InnovareXCrescere”, riuniti il 24 e 25 febbraio presso l’Auditorium della Tecnica di Roma per due giornate di confronto.

Reload, Evolve, Transform

Il programma è stato scandito da tre parole chiave: “Reload, Evolve, Transform”. “Reload” ha richiamato l’esigenza di ripensare e aggiornare i modelli tradizionali alla luce dei risultati degli ultimi dieci anni. “Evolve” ha rappresentato la spinta verso l’innovazione che esce dal laboratorio e si traduce in cambiamenti d’impatto per lo sviluppo delle persone e dei territori. “Transform” ha infine sollecitato l’impegno di tutti i partecipanti a diventare protagonisti attivi nel disegnare le strategie di collaborazione e sviluppo innovativo per gli anni a venire.

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La rivincita dei Nerd e l’elogio dell’inefficienza

Il futuro vedrà la rivincita dei nerd, il ritorno alla tecnologia e alla ricerca scientifica che realizza fatti” è la previsione di Ivan Ortenzi, Chief Innovation Evangelist di BIP, che nel suo intervento di apertura ha anche sottolineato: “Dovremo convivere con il concetto di scarsità, perché non abbiamo capacità infinite. Dovremo ritrovare il gusto dell’inefficienza, perché l’innovazione nasce efficace, mentre efficiente lo diventa solo con il tempo. Dovremo infine sapere che la mediana della nostra creatività, dopo l’affermazione dell’AI, sarà spostata molto di più verso l’irrazionalità”.

Tendenze predatorie e contromisure

Volontà di creare, ma in un contesto che presenta anche ombre. Stimolante nella seconda giornata di lavori l’intervento di Giulio Buciuni, Professore di Economia al Trinity College di Dublino: “L’innovazione richiede risorse umane e finanziamenti di qualità, che contro alcune previsioni sorte nel contesto della pandemia, non sono diffuse, ma tendono invece a concentrarsi. Così oggi l’innovazione si concentra in 20 top cities in tutto il mondo. In queste città si concentra il capitale umano di qualità e il 70 percento del venture capital mondiale. A scapito di interi territori che sono ‘provincia’ e in cui l’imprenditorialità è da tempo in drastica riduzione”.

Per contribuire a rimuovere gli ostacoli che impediscono o rallentano lo sviluppo di giovani startup e territori, i due giorni di lavori hanno portato anche alla firma di un vademecum elaborato con aziende e startup dell’ecosistema di Open Italy, per garantire un rapporto di parità tra grandi soggetti industriali e giovani imprese nella contrattualizzazione di progetti. “Una startup non fa solo innovazione. Deve anche far quadrare i conti, gestire costi immediati e attendere ricavi che spesso arrivano troppo tardi – ha sottolineato Pietro Cum, Amministratore Delegato di ELIS – Se questa asimmetria non viene riequilibrata, il rischio è che l’open innovation diventi un meccanismo predatorio, in cui il più grande prende ciò che può, senza costruire un vero ecosistema di crescita”.

Innovazione e inclusione

Novità della Celebration 2025 di Open Italy lo spazio di confronto tra grandi aziende e “imprese impact” nell’ambito del Progetto Includere per Crescere. L’obiettivo: creare sinergie tra profit e non profit e quindi opportunità di crescita alle “startup” del sociale, impegnate a loro volta a includere nel mondo del lavoro categorie di persone che sono costantemente a rischio di esclusione.

“Nello sviluppo dei progetti – spiega Luciano De Propris, Responsabile Open Innovation di ELIS Innovation Hub – vogliamo che cresca sempre più l’attenzione all’impatto sociale. Gli obiettivi che ci guidano sono la concretezza nel rispondere ai bisogni delle imprese e l’attenzione a generare opportunità di sviluppo per le persone e i territori”.



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