L’editoriale di marzo – Programmazione • Cineteca di Bologna

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La ricorrenza dell’8 marzo ci ha ispirato un programma che ha come centro di gravità la rappresentazione cinematografica della donna. Iniziamo con l’affascinante programma Un’ora tutta per sé dove scopriremo, attraverso una selezione di film di registe, come lo sguardo femminile ha attraversato il Novecento e come la sala cinematografica sia stata, da subito, uno spazio di libertà sociale, dove rifugiarsi e sognare nuove vite. Se l’emancipazione femminile e la parità di genere sono stati la vera grande (non completata) rivoluzione degli ultimi cento anni, il cinema è stato di certo una delle bandiere di questa necessaria transizione; a partire dall’affermarsi, dalla metà degli anni Dieci, della figura della diva, ingrediente fondamentale del rinnovamento della settima arte.
Vi proponiamo quindi un viaggio nel tempo dello spettacolo cinematografico e della rappresentazione femminile, con quattro cineconcerti domenicali interpretati da altrettante dive che, negli anni Venti, hanno portato in scena differenti immagini femminili. Iniziamo da Clara Bow (che ha ispirato il personaggio di Betty Boop e che ritroviamo citata in The Artist e in Babylon), la flapper girl che annuncia al mondo l’arrivo della donna emancipata, che lavora, socialmente indipendente e sessualmente libera; proseguiamo per opposizione con Janet Gaynor, stereotipo della donna-bambina, asessuata, dolce, senza macchia, e arriviamo alla divina, immortale ed enigmatica Greta Garbo, nel cui volto tutte le identità possono specchiarsi; chiudiamo con Louise Brooks, la più libera ed esplosiva tra le dive – troppo per lo star system dell’epoca, che la mise ai margini – così unica da ispirare a Crepax un personaggio iconico come Valentina.
Ma sarà ancora Marlene, con la sua stupefacente traiettoria artistica, a illuminare il marzo del Modernissimo; iniziamo da Il bacillo dell’amore, dove la ventottenne Dietrich è protagonista di un film dove i ruoli si ribaltano ed è lei a far licenziare lui. Poco più di un anno dopo la ritroviamo nell’Angelo azzurro, dove regala una performance stupefacente, in cui domina e ridicolizza il più famoso attore europeo dell’epoca, Emil Jannigs, mette in soffitta il cinema muto con la sua voce maschile e si garantisce un biglietto per Hollywood. Dove sarà diretta da molti dei più grandi registi del Novecento, sempre diversa ma sempre fedele a se stessa, al suo personaggio di donna libera, di artista di enorme talento, di cittadina del mondo capace di voltare le spalle al suo paese per sostenere le truppe americane che avrebbero liberato la Germania dall’incubo nazista.

Torniamo in Italia
Marzo si apre con la serata degli Oscar, ma è anche un mese ricchissimo di uscite di film italiani molto attesi. Ospitiamo quattro anteprime: Nonostante, seconda regia di un attore unico come Valerio Mastandrea che qui è riuscito a trasferire tutte le sue doti di sincerità, ironia e profonda empatia umana; Le assaggiatrici, il film ‘impossibile’ di Silvio Soldini, girato in Polonia, su un gruppo di donne incaricate, durante la Seconda guerra mondiale, di assaggiare il cibo di Hitler. Un grande film sulla Storia, sulla vita e sulla stupefacente forza del cinema; L’albero, opera prima di Sara Petraglia, romanzo autobiografico di una coppia di studentesse che cercano il senso della loro vita, bell’esordio illuminato da due giovani e talentuose attrici italiane, Carlotta Gamba e Tecla Insolia; U.S. Palmese, l’ultimo film dei Manetti Bros., che sono tornati nella città dei genitori e delle loro vacanze estive per raccontare una storia di calcio, una fiaba incantevole che ci ha fatto pensare al massimo cantore della dolcezza della vita, Frank Capra. In questo mondo impazzito, il film dei Manetti ci ha fatto venire voglia di riproporre, la domenica mattina, le commedie del grande siciliano che a Hollywood vinse tre Oscar.
Avati torna in sala con il suo nuovo lavoro e noi riproponiamo i suoi film degli anni Ottanta, quando si affermò con un cinema che sapeva guardare, con amore, il presente e la storia. Infine, salutiamo l’uscita dell’ultima fatica di Gabriele Mainetti con una ‘carta bianca’ in cui il regista romano mostra la varietà delle sue fonti d’ispirazione, dai western di Sergio Leone ai maestri del cinema coreano contemporaneo. Non abbiamo ancora visto il suo La città proibita, ma certamente sarà un’opera emozionante, generosa, una celebrazione del suo autentico amore per il cinema.

Da Fantozzi ai Lumière, W il Cinema!
Il 27 marzo di 50 anni fa usciva nelle sale italiane Fantozzi. Al genio di Paolo Villaggio, alla sua ironia amara e liberatoria dedichiamo un omaggio, con alcuni dei film che precedettero l’enorme successo di Fantozzi, tutte opere che all’epoca conobbero un clamoroso insuccesso, ma che contribuirono alla definizione e alla nascita di quella che è stata l’ultima maschera comica del nostro paese. Marzo è anche il mese nel quale, nel 1895, due geniali fratelli lionesi girarono il primo film della storia del cinema, L’uscita dalle officine Lumière. Thierry Frémaux ha riunito un centinaio delle loro straordinarie ‘vedute’ di appena cinquanta secondi, da poco restaurate. Il risultato è un capolavoro, un film divertente, commovente, interessante che ci accompagna dentro l’anima del cinema, negli sguardi dei grandi artisti che sarebbero venuti dopo.
Un programma, questo di marzo, che è un omaggio al Cinema, alla sua storia, al suo presente, e che ci confermerà la fiducia e l’amore per gli esseri umani. Mai come oggi ne abbiamo bisogno.

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Gian Luca Farinelli



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