Report Odg 2025: il giornalismo è in crisi. E la notizia qual è?

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Un quadro allarmante per l’editoria, tra IA e crisi di rilevanza e fiducia: è quanto emerge dal nuovo Report dell’Osservatorio sul Giornalismo Digitale

Il settore dell’editoria sta attraversando una crisi profonda, caratterizzata dal calo dei ricavi pubblicitari, dalla contrazione della base di lettori e dalla perdita di fiducia nei confronti dei media tradizionali. Questo è quanto emerge dal Report 2025 dell’Osservatorio sul Giornalismo Digitale, presentato a Roma nella sede dell’Ordine dei Giornalisti.

La domanda, retorica, sorge spontanea: e la notizia qual è? Che il giornalismo italiano non stia affrontando il suo periodo più florido è sotto gli occhi di tutti. Una deriva che va avanti da tempo, dalle molteplici sfaccettature e dalle innumerevoli cause.

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Certo, come evidenziato nel Report, il passaggio al digitale ha impoverito il modello economico dei quotidiani, un tempo sostenuto da una solida raccolta pubblicitaria. Oggi, le piattaforme digitali monopolizzano l’attenzione del pubblico e generano profitti enormi, lasciando le testate storiche in una situazione diincertezza e precarietà. E’ l’evoluzione dei tempi, si dirà. E’ fisiologico, puntualizzeranno altri. Tutto vero. Forse, il nodo è proprio questo: si può affrontare il tema con le lenti di venti o trent’anni fa. L’informazione ‘tradizionale’ esiste ancora? O meglio, riformuliamo: ha senso che esista ancora?

IL RUOLO DELLA MEDIA EDUCATION

Allo stesso tempo, non è, e non può essere, soltanto un aspetto economico. Durante la presentazione del Report, il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha toccato un altro punto centrale nella perdita di appeal da parte della nostra informazione, l’elemento culturale. “Se i nostri giovani non distinguono un reel sui social da un articolo di giornale – ha sottolineato – la colpa non è loro”, arrivando a sostenere che questa tendenza metterebbe a rischio la stessa democrazia. La soluzione, secondo Capitanio, risiede nell’investimento sulla qualità dell’informazione e nella media education, affinché nelle scuole si insegni una lettura critica delle notizie. Tra gli strumenti disponibili vi sono le ore di educazione civica e il patentino digitale promosso da Agcom, che mira a responsabilizzare i giovani nella fruizione dei contenuti informativi.

LA SFIDA DELL’IA: “BASTA SNOBISMO, INGLOBARLA NEL GIORNALISMO”

L’informazione si trova oggi schiacciata dalle logiche dei social media, che premiano contenuti emotivi e immediati a discapito dell’autorevolezza giornalistica. Anche in questo caso, temi sui quali da anni si dibatte. Questi sono i tempi con i quali dobbiamo fare i conti? Può darsi.

La sfida dell’intelligenza artificiale è un altro nodo cruciale: se da un lato – è il ragionamento evidenziato dal Report dell’Odg – offre opportunità per automatizzare alcune fasi della produzione giornalistica, dall’altro rischia di standardizzare i contenuti e di indebolire il ruolo critico del giornalista. Il sottosegretario con delega all’Informazione Alberto Barachini ha ribadito la necessità di superare ogni snobismo nei confronti dell’IA, integrandola nel lavoro redazionale con regolamentazioni adeguate.

“C’è un rapporto difficile di fiducia tra cittadini e mondo del giornalismo. Noi dobbiamo capire – ha detto – che il mondo dell’IA non è esterno al giornalismo, basta snobismo, dobbiamo inglobarlo e regolarlo”. A tal proposito, il sottosegretario ha ricordato la Commissione sull’intelligenza artificiale e il disegno di legge, portato all’esame del Senato, che tutela il diritto d’autore, introduce norme contro i deepfake e spinge gli editori ad adottare codici di autoregolamentazione per l’uso dell’IA nelle redazioni.

LA CRISI DELLE EDICOLE E LE MOSSE DEL GOVERNO

Un altro aspetto critico emerso riguarda la crisi delle edicole, con dati di vendita drammatici che rendono difficile la loro sopravvivenza. “È impensabile che solo il sostegno pubblico possa mantenere aperte le edicole nei piccoli comuni” ha aggiunto Barachini. Da qui, la necessità di trovare soluzioni innovative, come il delivery dei quotidiani per la popolazione anziana. “Abbiamo a cuore il futuro delle edicole, presidio fondamentale di democrazia, pluralismo e tutela dei territori. Per questo stiamo lavorando a misure di sostegno per il settore e per tutta la filiera editoriale”, ha spiegato il sottosegretario, annunciando che “a breve” sarà emanato “un Dpcm con incentivi sia per le edicole, sia per gli esercizi commerciali che hanno punti vendita dedicati, sia per i distributori”.

Di fronte a questo scenario, il Report pone l’attenzione sulla necessità di ripensare il modello economico del giornalismo, premessa per assicurarne la sopravvivenza senza trasformarsi in un mero prodotto di consumo basato su clic e numeri. Qual è la ricetta giusta? A parole, ovviamente, è tutto più semplice: il settore dovrà necessariamente trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e un’informazione verificata e autorevole, capace di riconquistare la fiducia del pubblico. Ci riuscirà?

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