Tesla in crisi, vendite dimezzate in Europa (con effetto Elon Musk). Il titolo in forte calo a Wall Street

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Cessione crediti fiscali

procedure celeri

 


A gennaio il mercato europeo delle vetture elettriche è schizzato in alto. Tesla, però, da sempre regina del settore, ha dovuto incassare un brusca frenata. Il mercato dell’auto, soprattutto in Europa, continua ad essere sferzato dalla tempesta. Con l’elettrificazione imposta per legge dalla Commissione di Bruxelles, l’equilibrio fra domanda e offerta, che dovrebbe regolare il mercato, è andato a farsi benedire tanto che ora non ci sono più punti certi. Si spera in un chiarimento che possa ridare direzione alle vendite e certezze alla case automobilistiche preoccupate dalle pesanti multe per non avere ridotto abbastanza le emissioni medie di CO2. Il 5 marzo la presidentessa dell’Unione Europea Ursula von der Leyen ha promesso dei “correttivi”, vedremo di che cosa si tratta.

Dilazioni debiti fiscali

Assistenza fiscale

 

Le modifiche

Le modifiche più attese dovrebbero essere un’attenuazione delle sanzioni (senza azzerarle…) e, soprattutto, gli ecobonus comunitari per i modelli “zero emission”. Aiuti semistrutturali (si parla di almeno due anni) che, insieme ad un piano serio dei punti di ricarica coinvolgendo i governi dei vari paesi, possa placare le incertezze. Sia come sia, il 2025 per le quattro ruote è iniziato maluccio con i primi quattro mercati in calo che hanno portato il totale a perdere oltre il 2%. In questo contesto poco allegro, le elettriche sono andate in controtendenza segnando un ottimo +37,3% nei paesi dell’Unione più gli Efta e UK. I motivi? Molteplici. I più evidenti l’allargamento vigoroso dell’offerta ed il calo dei listini ampiamente previsto. Adesso i modelli che hanno in listino una variante elettrica e una plug-in, vedono quest’ultima come la più costosa e questo è un delta che andrà aumentando. Con un trend del genere si immagina che il costruttore elettrico per eccellenza si stia sfregando le mani. Invece non è così. La casa di Elon Musk ha quasi dimezzato le vendite, passando da 18.161 vetture immatricolate nel gennaio dello scorso anno alle meno di diecimila (9.945 per l’esattezza) nel primo mese del 2025. Le consegne sono calate di oltre il 45%, con una quota del mercato totale scesa dall’1,8% all’1% secco. A Wall Street i titoli del colosso delle auto elettriche perdono più del 7%, facendo scivolare la capitalizzazione di mercato del costruttore sotto i 1.000 miliardi di dollari.

Il ruolo di Musk

Il dubbio sorge spontaneo: l’eccessiva esposizione mediatica di Musk, con forte connotazione politica a favore delle destre globali da quando si è schierato anima e corpo a fianco di Donald Trump, avranno pesato negativamente sul business del costruttore più capitalizzato del mondo? La prima impressione è sì. Le posizioni dell’inventore sono talmente radicali che non possono non turbare un’ampia parte dell’opinione pubblica che è anche consumatrice. È più facile che qualcuno rifiuti la Tesla piuttosto che la prenda in considerazione per il posizionamento del suo guru. Specialmente negli Stati Uniti ci sono state forme di protesta anche organizzate di fronte agli showroom (non sono i classici concessionari) del brand diventato texano (prima l’headquarter era in California). La forte sensazione è che l’uomo più ricco del mondo in questa fase è talmente impegnato nel suo percorso politico globale, che non si interessa certo di Tesla. Come non appare preoccupato almeno finora dall’atteggiamento del suo presidente apertamente contrario alle auto ecologiche e favorevole all’estrazione di petrolio. Musk ha anche altri affari come i razzi e i satelliti (SpaceX e Starlink) e questi ultimi potrebbero avere più vantaggi dall’operato di Elon di quanto siano le perdite di Tesla. I vertici della compagnia si mostrano fiduciosi, hanno promesso l’arrivo di altri modelli più economici nel corso dell’anno e non sembrano affatto rassegnati al declino.

L’influenza politica e i rapporti con la Cina

Con la sua crescente “influenza” politica, Musk può fare addirittura da testa di ponte per i rapporti con la Cina dove Tesla continua ad essere apprezzata nonostante il crollo delle vetture estere, soprattutto se elettriche. Elon continua a fare affari con i vertici di Pechino e questa è una variabile da tenere in considerazione. Al di là di tutto questo che per vedere dove planerà bisogna necessariamente aspettare, c’è un aspetto prettamente automobilistico da tenere in considerazione. Dei circa 1.8 milioni di veicoli che Tesla ha piazzato sia nel 2023 che nel 2024, circa 1.3 milioni (due terzi abbondanti…) sono stati Model Y. La Model Y non è un’auto qualsiasi, non solo perché è al 100% elettrica. Due anni fa, infatti, si è issata in testa alla classifica assoluta delle auto più vendute del pianeta. Posizione che dovrebbe aver confermato nell’anno da poco concluso. La Model Y è prodotta in patria, in Cina (a Shanghai) e in Europa (a Berlino) e proprio in questo periodo è stata profondamente rinnovata. Quando accade un cosa del genere le fabbriche devono essere adeguate e non si può evitare una riduzione del ritmo produttivo fino al fermo assoluto. Un’operazione che indubbiamente si paga in termini di volumi specialmente per un modello così trainante. Il passaggio di testimone sta per realizzarsi, nel paese orientale il nuovo modello già viaggia a buon ritmo, mentre le prime unità stanno uscendo dall’impianto tedesco. La vettura che già era ai vertici è un deciso passo in avanti, mentre i prezzi sono tenuti sotto controllo dal sistema di vendite diretto Tesla. Nei prossimi mesi vedremo se il calo sarà dovuto agli estremismi del boss o dai motivi tecnici che potrebbero trasformarsi in una nuova spinta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Contributi e agevolazioni

per le imprese