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Mutuo 100% per acquisto in asta
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- Data studio
- 13/02/25
- Target di lungo termine
- 0.38€
- Potenziale upside
- 22.58%
- Giudizio
- BUY
Target di lungo termine
0.38€
Risultati preliminari per l’anno fiscale 2024 e I targets per il periodo 2025-27. Nessuna sorpresa dai risultati preliminari del FY24, che sono in linea con le nostre stime e il consenso, rispettando la guidance per il terzo anno consecutivo. I nuovi targets a livello di P&L per il periodo 2025-27 sono sostanzialmente allineati con il piano precedente, mentre il target cumulato di tre anni per l’Equity FCF dopo leasing (~ €2.5 miliardi, di cui €0.5 miliardi nel FY25, €0.9 miliardi nel FY26, €1.1 miliardi nel FY27) è superiore alle nostre precedenti stime (€2.1 miliardi cumulati). Il miglioramento è in parte attribuibile alla crescita di TIM Brasil, all’ottimizzazione dei CapEx a livello domestico, alla riduzione degli oneri finanziari e delle imposte sul cash flow e al minor assorbimento straordinario del capitale circolante. In particolare, per FY25 la società prevede ora un Equity FCF di €0.5 miliardi, un miglioramento significativo rispetto al precedente piano che contemplava l’assenza di Net Cash Flow su quest’anno.
Analisi
Focus sulla remunerazione degli azionisti. La società ha annunciato un ritorno alla remunerazione degli azionisti, con un esborso previsto di €0.35 miliardi nel FY26 (pari al 50% dei proventi derivanti dalla cessione di Sparkle), €0.5 miliardi nel FY27 e €0.6 miliardi nel FY28, soggetto alla disponibilità di riserve distribuibili e all’approvazione del CdA e dell’Assemblea dei soci. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli chiave sulla composizione della remunerazione (dividendi vs buyback) o sulla sua allocazione tra le diverse classi di azioni (ordinarie e di risparmio). Ricordiamo che, se i dividendi saranno distribuiti usando riserve di capitale, gli azionisti di risparmio avranno gli stessi diritti degli azionisti ordinari. Inoltre, qualora TIM SpA tornasse a generare utili in arco piano, gli azionisti di risparmio avrebbero diritto ai due dividendi maturati e al dividendo minimo maturato nell’anno (€0.5 miliardi in contanti). L’assenza di indicazioni sulla struttura della remunerazione —se tramite buyback o dividendi e sulla ripartizione tra azioni ordinarie e risparmio— potrebbe sollevare domande nella call odierna. Ci aspettiamo che il consenso assuma il pagamento dei dividendi tramite riserve, con un DPS uguale per azioni ordinarie e risparmio. Mentre, il vero “game changer” per i dividendi maturati sulle azioni di risparmio resta l’incasso del Canone 1998, atteso non prima del 2026 e subordinato all’esito favorevole per TIM della sentenza della Corte di Cassazione.
Variazione nelle stime
Aggirnamento stime: con un outlook sostanzialmente in linea con le attese, apportiamo lievi modifiche alle nostre stime su ricavi ed EBITDA, incorporando il miglioramento della generazione di Equity FCF indicato nella guidance. Posticipiamo inoltre l’incasso dalla cessione di Sparkle dal 4Q25 al 1Q26 e includiamo la ripresa della remunerazione agli azionisti, assumendo un mix 100% dividendi interamente finanziato usando riserve di capitale (mantenendo lo stesso DPS per TIT/TITR). Al momento, non includiamo nelle nostre stime il possibile incasso di €1 miliardo dal Canone 1998, che potrebbe portare TIM SpA a generare utili sufficienti per distribuire i dividendi arretrati agli azionisti di TITR. Prevediamo una leva di 1.4x a fine 2027 (target 1.3x).
La view degli analisti
Giudizio: BUY confermato; TP ancora a €0.38 per TIM Ords e €0.46 per TIM Savs. Il nuovo piano industriale anticipa la generazione di cassa di un anno rispetto al precedente, dimostrando la capacità dell’Azienda di operare autonomamente anche dopo la vendita della rete fissa e di tornare a remunerare gli azionisti come una società normale. Per quanto riguarda i possibili scenari di consolidamento in Italia, TIM ci sembra ben posizionata per cogliere opportunità di M&A. Assumendo un re-leverage fino a 1.7x entro YE27, un livello “best-in-class” nel settore telco europeo – stimiamo un firepower potenziale (per M&A e/o per la semplificazione della struttura del capitale) di €1.7 miliardi elevabile a €2.7 miliardi, in caso d’incasso del Canone 1998. I nostri target price (invariati a €0.38 per le ordinarie e €0.46 per le risparmio) non includono l’upside aggiuntivo di ca €0.26 derivante da un potenziale re-rating di TIM Consumer a un multiplo “fair” di 7.5x EV/EBITDAaL (lo stesso multiplo offerto da Fastweb per Vodafone Italia), che potrebbe essere immediatamente cristallizzato attraverso un consolidamento del mercato o la cessione di asset.
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