L’AQUILA: 52 ANNI FA IL FALSO RAPIMENTO DI CHINAGLIA DA PARTE DEGLI STUDENTI ISEF | Notizie di cronaca

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L’AQUILA – Cinquantadue anni fa la città dell’Aquila si ritrovò al centro delle cronache su tutti i giornali italiani ed europei per il finto rapimento (all’inizio si pensò fosse un fatto di cronaca nera) di Giorgio Chinaglia, indimenticato bomber della Lazio dello scudetto, della Nazionale e, a fine carriera, del Cosmos di Pelè: ciò su iniziativa degli studenti dell’Istituto superiore di educazione fisica (Isef) che sfruttarono la sua popolarità come cassa di risonanza per far conoscere i problemi in cui si dibatteva l’istituto in quegli anni lontani, poi divenuto facoltà.

L’Isef dell’Aquila fu frequentato da molti atleti per poter insegnare educazione fisica. Su tutti uno dei più grandi sportivi di sempre a livello mondiale, il compianto Pietro Mennea.

Una vicenda, che come detto, inizialmente venne presa sul serio dai giornalisti delle testate romane inviati all’Aquila dove la Lazi0 stava facendo un lavoro di ossigenazi0ne. Al punto che la notizia venne data in Radio dalla Rai da un allarmatissimo Enrico Ameri, il noto radiocronista di “Tutto il  calcio minuto per minuto” il quale non poteva sapere che si trattava di una messa in scena. Del resto ci fu anche una informativa dei carabinieri che ovviamente non ebbe seguito.

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L’ideatore della trovata fu il professor Fernando Vaccarelli, persona nota all’Aquila, ex consigliere comunale, già giocatore rossoblù con almeno sessanta partite nelle sole gare di campionato di serie D e, da ragazzo, recordman di presenze nella squadra dilettantistica dello Sporting club tof con oltre 130 gare. Una digressione: Vaccarelli, dopo aver lasciato il calcio ancor giovane per motivi di lavoro, fece allenamenti con L’Aquila Rugby e il mister neroverde John Powell Rees gli disse che avrebbe potuto esordire ma ci furono degli intoppi. Avrebbe potuto essere l’unico aquilano ad aver giocato con le due squadre del capoluogo in sport diversi.

Ecco i fatti. Durante una accesa assemblea nei locali dell’Isef gli studenti discussero su quale iniziativa adottare per ottenere una maggiore risonanza e si pensò a cortei, occupazione dell’istituto e quant’altro. Ma lo studente del secondo corso, Vaccarelli, poco più che ventenne, propose quanto poi avvenne alla luce del fatto che Lazio si stava allenando in quella settimana allo stadio comunale aquilano.

“Ricordo”, dice Vaccarelli, “che l’assemblea rimase leggermente sconcertata ma dopo aver sentito il mio piano di azione l’idea fu approvata e mi autorizzarno a procedere. Il giorno dopo la Lazio iniziò gli allenamenti alle 14,30 per consentire, prima che facesse buio, l’allenamento dell’Aquila. Io, molto pratico dei locali dello stadio, anticipando l’arrivo della squadra romana mi misi  in attesa. L’obiettivo era di parlare con l’allenatore Tommaso Maestrelli ma quando vidi don  Lisandrini, padre spirituale francescano della squadra, mi avvicinai e rappresentai il problema. Era una persona cordialissima e attenta, oltre che di grande cultura, e mi disse: “Ne parlo con Maestrelli, è lui che deve decidere. Aspettami e ti dirò l’esito”.

“Padre Lisandrini”, prosegue, “mi disse di avvicinarmi e mi presentò all’allenatore che, colpito da questa goliardata, fu favorevolmente impressionato e mi fece la raccomandazione nell’agire nella direzione concordata a un suo cenno. Mi recai dopo l’allenamento nei locali dell’Isef dove mi stavano aspettando in attesa di notizie. Il piano fu quello di reclutare dieci iseffini forti e robusti per prelevare Chinaglia, metterlo su una macchina e preparare una doccia calda per il finto ostaggio”.

“Chinaglia”, aggiunge, “non ebbe  nessuna paura visto che era tutto concordato anche con lui e fu contento di aiutarci e si fece anche due risate con noi. Dopo la doccia fu accompagnato tranquillamente a Rocca di Cambio dove stava la squadra. Ricordo ancora che poco prima dell’azione Maestrelli mi disse scherzando, “trattatelo bene che questo mi serve”.

L’idea di Vaccarelli fu copiata da altri Isef italiani visto che 15 giorni dopo fu “rapito” anche l’ex nazionale Giancarlo De Sisti grande giocatore di Roma e Fiorentina.

Da ricordare, infine, che Chinaglia, morto nel 2012 per infarto a 65 anni, negli anni novanta giocò anche una partita in seconda categoria con il Villa San Sebastiano, squadra dell’omonima frazione di Tagliacozzo (L’Aquila). I suoi gol furono decisivi per la vittoria.

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