Ci sono problemi legati alle tempistiche di realizzazione della nuova scuola materna di Massalengo. A rivelarlo lunedì in consiglio comunale il sindaco Severino Serafini: «Il cantiere Pnrr di viale Liberazione sta andando avanti molto lentamente. Siamo molto preoccupati perché riteniamo che sarà difficile rientrare all’interno delle tempistiche dettate dall’Unione Europea, che fissano la scadenza al 31 dicembre 2025». L’opera vale 5 milioni e mezzo di euro. L’azienda appaltatrice è la Di Cataldo, la quale ha subappaltato la realizzazione delle strutture in legno ad una seconda impresa. «Alla base del rallentamento ci sono le condizioni meteorologiche che lo scorso anno hanno inficiato gli scavi e, in più, ci sono i ritardi intercorsi tra l’azienda appaltatrice e quella subappaltatrice – spiega Serafini -. Serve un cambio di passo altrimenti entro il 31 dicembre il cantiere non sarà finito». La prossima operazione, ossia il montaggio del tetto, dovrebbe comunque iniziare lunedì 14 e concludersi entro un mese. «Nel caso in cui non si rispettassero i termine si dovrà restituire i soldi che lo Stato ha stanziato a copertura dell’opera e, nel contempo, chiedere i danni all’impresa appaltatrice che ha stipulato con il Comune una polizza fideiussoria a garanzia di una parte dell’opera – dice il sindaco -. In ogni caso ci auguriamo che lo stato di avanzamento dei lavori prosegua con più celerità e si possa arrivare quanto prima alla conclusione del cantiere». Nel consiglio comunale si è parlato anche della tangenziale di Massalengo: «La settimana scorsa con una delibera di giunta abbiamo inserito nuovamente la tangenziale nel piano triennale delle opere pubbliche. Vogliamo chiudere l’iter progettuale entro quest’anno, il prossimo dar corso al piano degli espropri, nel 2027 arrivare ad appaltare l’opera e per il 2029 provare a concluderla. L’opera non costa più 4,6 milioni di euro come nel 2019, ma 7 milioni e mezzo di euro. 4,6 li metterà l’operatore privato logistica Fail. Circa 2 milioni li metterà l’ente tramite mutuo. Per la restante parte cercheremo di interloquire, tramite la Provincia, con la Regione».
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