Versilia, Balneari Esclusi dal Credito: Stretta delle Banche e SOS di Confesercenti


VIAREGGIO. In attesa del decreto del Governo che stabilisca quanti soldi spetteranno ai balneari sconfitti dalle “aste”, i titolari degli stabilimenti si vedono sbattere le porte in faccia dalle banche. A lanciare l’Sos è la Confesercenti, che ha raccolto le rimostranze dei concessionari a proposito della stretta sull’accesso al credito. Che per la verità riguarda anche altre imprese, ma nel caso degli stabilimenti balneari li esclude – «da ogni tipo di finanziamento diretto legato alla propria attività – rivelano da Confesercenti – compresi i bandi regionali per la concessione di agevolazioni sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto».

La situazione viene illustrata da Confesercenti Viareggio con il suo presidente Francesco Giannerini e con il responsabile Daniele Benvenuti. «Oramai da molte settimane stiamo provando a sbloccare una situazione a dir poco paradossale – spiegano Giannerini e Benvenuti – che riguarda l’accesso al credito da parte degli stabilimenti balneari. Tutto parte dalla vicenda Bolkestein e dalle scadenze delle concessioni al prossimo 2027. Una vicenda che però non dovrebbe riguardare quelle attività, molte in Versilia, che hanno ottenuto concessioni anche ventennali legate all’atto formale, ossia quella procedura voluta dalla Regione Toscana che consente al titolare dello stabilimento balneare di chiedere il rinnovo della concessione dietro realizzazione di investimenti. E proprio in virtù di questo atto, decine e decine di concessioni tra Viareggio e Forte dei Marmi sono state rinnovate ben oltre la scadenza imposta dalla Bolkestein».

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

Una stima approssimativa parla di uno stabilimento su quattro in Versilia. Ma anche gli “atti formali” sono interessati da questa stretta sul credito. Ancora i vertici di Confesercenti Viareggio: «Purtroppo l’erogazione dei finanziamenti sul codice Ateco 93. 29. 20 (quello della gestione stabilimenti balneari) è bloccata dal Mediocredito Centrale, il soggetto gestore del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che nei fatti ritiene gli atti formali comunque impugnabili proprio per la direttiva Bolkestein; di conseguenza per loro tutte le concessioni scadono nel 2027 e quindi non posso certo essere utilizzati per finanziamenti a medio e lungo termine».

A quel punto la Confesercenti si è mossa per approfondire la questione e trovare una soluzione. «Abbiamo immediatamente chiesto supporto alla Regione Toscana, e in particolare all’assessore Leonardo Marras che ringraziamo per aver compreso il problema e dato il pieno sostegno, per veder riconosciuto a nostro avviso giustamente l’atto formale – insistono Giannerini e Benvenuti – Regione che ci ha risposto con una nota ufficiale che, non poteva essere altrimenti, conferma la piena validità di questi atti e quindi la piena titolarità della concessione con la nuova scadenza. A suffragare la nostra tesi anche una recentissima sentenza del Tar Toscana (sezione quarta, presidente Riccardo Giani, con i colleghi Luigi Viola e Giovanni Ricchiuto) che afferma come gli stabilimenti balneari i cui titolari, nel corso di questi anni, abbiano ottenuto dai Comuni i cosiddetti “atti formali” non saranno interessati alle gare delle concessioni che gli enti pubblici sono chiamati a indire entro il 2027 valendo come scadenza della concessione quella fissato dall’atto stesso».

La questione adesso passa a Roma, come peraltro un po’ tutte le questioni legate ai balneari. «È del tutto evidente che siamo di fronte a una questione burocratica che ha nel Mediocredito Centrale l’assoluto protagonista; il suo blocco impedisce infatti agli istituti bancari e ai consorzi Fidi di aprire qualsiasi pratica che abbia come soggetto lo stabilimento balneare. Per questo – concludono il presidente e il responsabile di Confesercenti Viareggio – ci siamo mossi a livello nazionale auspicando un chiarimento del Governo attraverso uno specifico atto da parte del Ministero delle Infrastrutture. Sarebbe un atto dovuto per coloro che non hanno fatto altro che seguire le leggi in vigore e soprattutto che hanno ancora voglia di investire nelle proprie attività».



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