All’indomani della richiesta di Ryanair di abolire l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli aeroporti sardi, la politica si divide. La Giunta si mostra tiepida nei confronti della compagnia irlandese, mentre il centrodestra spinge per accontentare la low cost. “La politica deve innanzitutto pensare al bene collettivo. Se questo combacia con le richieste degli imprenditori bene, altrimenti non ci si può adeguare in maniera passiva alle richieste di chi, per appartenenza di categoria, vanta priorità e interessi orientati legittimamente al proprio tornaconto economico”, ha detto Maria Laura Orrù, consigliera regionale di Avs e sindaca di Elmas. “Gli imprenditori influenzano le scelte politiche a livello nazionale e regionale – argomenta la consigliera regionale di maggioranza – ma la politica deve valutare attentamente l’interesse collettivo, non solo in termini economici, ma anche considerando l’impatto sulle vite di tutti i cittadini”.
I Comuni aeroportuali, ricorda, “ricevono solo una parte minima delle risorse generate dall’addizionale aeroportuale. Ad esempio, Elmas percepisce tra i 120 e i 180.000 euro all’anno, mentre la maggior parte delle entrate va all’Inps e ad altri enti nazionali. È evidente che con queste risorse i Comuni che amministriamo possano mettere in campo solo politiche molto limitate per la compensazione”. Inoltre, dato che gran parte delle risorse va all’Inps e ad enti nazionali, “mi chiedo perché la Regione dovrebbe farsi carico di un’eventuale abolizione della tassa – prosegue Orrù-. È compito del Governo nazionale assumersi i costi e garantire la mobilità dei sardi e l’accessibilità all’isola, rispettando il principio di insularità che il centrodestra ha tanto propagandato, specialmente quando è riuscito a inserirlo in Costituzione”. È dunque sbagliato per Orrù “pensare che questa tassa debba gravare sulla Regione: i costi devono essere sostenuti dallo Stato. Pertanto, il signor Jason McGuinness di Ryanair e la Regione dovrebbero principalmente rivolgersi al governo nazionale e a Giorgia Meloni”. È vero, chiude la consigliera, “che altre regioni, come il Friuli Venezia Giulia o la Calabria, hanno trovato modalità per compensare, ma ciò è possibile grazie a una maggiore varietà di opzioni di trasporto e alla possibilità di godere del principio di prossimità con altre regioni. Noi siamo un’isola, ora e in futuro, e dobbiamo sempre tenerne conto nelle nostre scelte”.
“Riteniamo inaccettabili le minacce da parte dei vertici Ryanair, che annunciano la volontà di ridurre drasticamente i voli da Cagliari e Alghero se la Regione non eliminerà l’addizionale comunale. La Sardegna non può essere continuamente sotto schiaffo di un vettore che vuole fare il bello e il cattivo tempo a proprio piacimento nei cieli dell’isola”. Così in una nota la segretaria regionale di Uiltrasporti Sardegna, Elisabetta Manca. Per il sindacato “un atteggiamento poco serio da parte di un vettore che da tempo beneficia abbondantemente di aiuti e sovvenzioni per garantire i collegamenti nell’isola, e che gli ha concesso di avere di fatto il monopolio per tantissimo tempo in due aeroporti su tre con regole di ingaggio molto più vantaggiose rispetto ad altri competitors”. Alla Sardegna, rimarca Manca, serve “una continuità territoriale vera, e che si creino le corrette condizioni per un mercato in cui coesistano una pluralità di compagnie che volino da tutti e tre gli scali sardi, garantendo collegamenti tutto l’anno. E non solo durante l’alta stagione, quando è più conveniente per i vettori”.
“Destinare i 30 milioni di euro che la giunta regionale ha stanziato nella finanziaria per acquisire una ininfluente partecipazione azionaria nella futuribile società di gestione unica degli aeroporti sardi capitanata dal fondo di investimento privato F2i, per abbattere la tassa comunale addizionale d’imbarco. È la risposta che la Sardegna attende per scongiurare il rischio che l’isola resti senza collegamenti low cost”. Questa la posizione di Antonio Moro, presidente del Psd’Az, e di Marco Tedde, consigliere comunale ad Alghero di Forza Italia, in un comunicato congiunto. “Ribadiamo quanto già espresso nei mesi scorsi- si legge nella nota- prima cioè delle dichiarazioni del direttore commerciale di Ryanair che preannuncia una riduzione dei voli negli aeroporti sardi, sull’urgenza di interventi efficaci e tempestivi da parte della Regione”. Per Moro e Tedde “all’inerzia sull’avvio del bando per gli aiuti diretti ai vettori per l’abbattimento dei costi aeroportuali, si aggiunge in queste ore un incomprensibile atteggiamento dilatorio da parte della Regione che- a fronte della prese di posizione di Assaeroporti e Anci nazionale che auspicano una riduzione della babele delle tasse aeroportualI- invoca valutazioni circa ‘eventuali benefici attesi nell’isola dalla cancellazione della tassa’”. I benefici, è rimarcato, “sono noti e certificati: due milioni in più di passeggeri l’anno, solo dal vettore leader del trasporto europeo, Ryanair. A cui si aggiungono le maggiori entrate derivanti dagli introiti Iva e dal fatturato del comparto dei servizi e della ricettività turistica”.
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