Romania, Georgescu arrestato a tre mesi dal voto. Non è democrazia

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 










Non è democrazia, non è Stato di diritto ciò che sta accadendo in Romania in vista delle auspicabili elezioni presidenziali, ormai oggetto di appropriazione indebita da parte delle burocrazie europee e delle camarille socialiste, liberali e centriste del paese. L’Europa che si è risentita, a torto, delle parole di JD Vance, dovrebbe ora e prima che sia troppo tardi, fare un serio esame di coscienza. Non è con l’eliminazione politica o giudiziaria dei partiti e candidati delle destre popolari e patriottiche e finanche dei semplici dissenzienti verso le imposizioni centraliste di Bruxelles che le istituzioni europee possono rifiorire, anzi il modo di procedere degli ultimi mesi in Romania è un chiaro ritorno ai metodi sovietici e totalitari contro i quali l’Europa stessa è nata. 


Contabilità

Buste paga

 

Diverse persone, tra cui il potenziale ri-candidato alla presidenza rumena Călin Georgescu, sostenuto anche dal partito conservatore Aur, sono state arrestate e mercoledì 26 febbraio sono state effettuate numerose retate nelle proprietà dei suoi collaboratori, tra cui la sua guardia del corpo personale Horaţiu Potra, ex capo di un gruppo mercenario in Africa. Georgescu, che si è candidato come indipendente alle elezioni presidenziali dell’anno scorso, si era assicurato una sorprendente vittoria al primo turno di votazioni a novembre, come abbiamo descritto su La Bussola. Tuttavia, dopo le semplici accuse, tutt’ora senza alcuna prova che le sostengono, di interferenza russa, la Corte costituzionale della Romania aveva prima validato il voto, successivamente e anche su pressione europea, aveva annullato i risultati e annullato il secondo turno di votazioni. 


Le interferenze antidemocratiche e le violazioni della sovranità popolare erano considerate così ‘naturali, che l’ex commissario europeo Thierry Breton aveva ammesso, in un’intervista televisiva alla emittente francese Bfm Rmc del 9 gennaio che la Corte costituzionale rumena (Ccr) era stata condizionata nella sua scelta di annullare le elezioni presidenziali grazie alle pressioni dell’Ue e solo solo perché al primo turno era in vantaggio il candidato di destra, euroscettico e contrario al continuo rafforzamento della Nato, Călin Georgescu. Infine, dopo le dure critiche di JD Vance a Monaco e alla Cpac dei giorni scorsi sul caso romeno del 14 febbraio e, pochi giorni prima, la visita di dell’incaricato di Trump per le missioni speciali Richard Grenell a Bucarest, come abbiamo descritto su La Bussola, con le dimissioni del Presidente Klaus Iohannis del 10 febbraio pareva che la situazione del paese e, soprattutto, la garanzia di trasparenza e rispetto delle regole democratiche per il voto presidenziali del prossimo maggio fosse garantita. 


Tutt’altro, le vicende accadute ieri gettano una coltre di nebbia sull’intero sistema democratico rumeno e accrescono i sospetti delle formidabili complicità delle istituzioni europee per impedire che si svolga un voto libero e democratico e venga eletto dal popolo un Presidente della Repubblica scelto dagli elettori. Sconcertanti le grida di giubilo delle ambasciate di Francia, Germania e Paesi Bassi che hanno pubblicato giovedì 27 febbraio sulla piattaforma X, messaggi di sostegno e fiducia nel sistema giudiziario della Romania e nel rispetto dei valori democratici.


Ebbene, le accuse rivolte a Georgescu sono tanto gravi quanto generiche e, per alcuni aspetti ridicole. La Procura generale ha annunciato ieri l’avvio di un procedimento penale contro Călin Georgescu che è indagato per incitamento ad azioni contro l’ordine costituzionale (manifestazioni di piazza che da dicembre si svolgono per chiedere il ripristino del voto presidenziale), false dichiarazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale e promozione di idee fasciste e legionarie. Questi i reati di cui è accusato nel dettaglio: Incitamento ad azioni contro l’ordine costituzionale, diffusione di informazioni false, false dichiarazioni (reato continuato) sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale e sulle dichiarazioni patrimoniali, avvio o costituzione di un’organizzazione fascista, razzista o xenofoba, promuovere pubblicamente il culto di individui colpevoli di crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, nonché di sostenere pubblicamente idee, concetti o dottrine fasciste, legionarie, razziste o xenofobe avviare o fondare un’organizzazione antisemita, nonché aderire o sostenere tale organizzazione in qualsiasi forma. Tra le restrizioni imposte a Georgescu c’è il divieto di apparire sui “mass media”, né di creare account sui social media, in poche parole lo hanno messo in un “gulag d’isolamento”. 


Finanziamenti e agevolazioni

Agricoltura

 

È chiarissimo che la magistratura politicamente sollecitata vuole impedire a Georgescu, che ha già dimostrato lo scorso autunno di essere il più apprezzato dal popolo, di potersi candidare. Non a caso, i sondaggi di questi giorni lo considerano il più amato, Călin Georgescu otterrebbe il 38,4%, seguito da Nicușor Dan (indipendente e sindaco di Bucarest) con il 25,4% mentre il candidato comune di tutti i partiti di governo, Crin Antonescu, si fermerebbe al 15,8% e sarebbe fuori dal ballottaggio. È chiaro? Fatto fuori Georgescu, almeno il candidato del potere costituito potrà arrivare al ballottaggio. Ma non finisce qui la vergognosa manfrina messa in scena dai socialisti, liberali e centristi romeni che il 25 febbraio ha deciso di promuovere il licenziamento di Toni Greblă, presidente dell’Autorità elettorale permanente, l’istituzione responsabile dell’organizzazione delle elezioni, scelta non banale di garanzia in caso Georgescu riuscisse a candidarsi e/o Antonescu arrivasse al ballottaggio. “Nessuno è al di sopra la legge”, vero, nessuno nemmeno i fautori ed i complici di colpi di Stato.




Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link