Progettazione e normative ambientali: in arrivo il riordino del Testo Unico ambientale | Articoli

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Avviata revisione del TUA (Testo Unico Ambientale) che introdurrà nuove linee guida per la progettazione in conformità con i principi di sostenibilità ambientale, riducendo incertezze interpretative e migliorando la pianificazione tecnica.

Al via la revisione del Testo Unico Ambiente: nominati 33 esperti

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in collaborazione con il Ministero delle Riforme e della Semplificazione Normativa, ha avviato un importante processo di revisione del Testo Unico Ambientale (TUA) (pdf in allegato). A tal fine, è stata istituita una commissione composta da 33 esperti e supportata da una task force di 38 specialisti.

Il lavoro di questa commissione dovrà portare alla definizione di uno schema di legge delega entro il 30 settembre 2024, con la successiva elaborazione dei decreti attuativi entro il 30 giugno 2025.

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Testo Unico Ambientale (TUA)

Il Testo Unico Ambientale (TUA), D.Lgs. 152/2006, è la principale normativa italiana in materia di tutela dell’ambiente. Raccoglie e coordina disposizioni su valutazioni ambientali, gestione dei rifiuti, risorse idriche, emissioni e bonifiche. Il suo obiettivo è garantire uno sviluppo sostenibile attraverso norme chiare e coerenti. Attualmente è in fase di revisione per semplificarne l’applicazione e allinearlo ai principi costituzionali ed europei.

 

Un lavoro complesso per un riordino normativo efficace

L’obiettivo principale della revisione del Testo Unico Ambientale è quello di semplificare e rendere più coerente la normativa in materia ambientale, adeguandola ai principi costituzionali e alle direttive europee. Questo intervento normativo si rende necessario per fornire un quadro chiaro e organico, capace di garantire maggiore certezza giuridica a cittadini, imprese e istituzioni.

Il Ministero ha sottolineato l’importanza di un percorso condiviso e partecipativo, che preveda un ampio confronto con associazioni, enti e stakeholder di settore. Per questo motivo, il tempo a disposizione della commissione è stato ampliato rispetto a quanto inizialmente previsto, consentendo un approfondimento maggiore delle tematiche trattate.

LEGGI ANCHE: Decreto Ambiente è legge: semplificazioni VIA per le rinnovabili e novità per il dissesto

 

Chi sono gli esperti incaricati della revisione?

La commissione interministeriale è presieduta dal Professor Eugenio Picozza, con l’Avvocato Generale Pasquale Fimiani nel ruolo di Copresidente. Al suo interno figurano magistrati, giuristi, accademici, ingegneri e rappresentanti delle Forze Armate e di Polizia. Vi prendono parte anche esponenti di associazioni ambientaliste di rilievo come Italia Nostra, Legambiente e WWF.

A supportare il lavoro della commissione sarà una task force coordinata da Laura D’Aprile, Capo Dipartimento per la Transizione Ecologica e gli Investimenti Verdi al MASE. Questo gruppo di 38 esperti contribuirà all’elaborazione dei testi normativi e garantirà un supporto tecnico-specialistico durante tutto il processo di revisione.

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Gli obiettivi della commissione

Il mandato affidato agli esperti si articola in due fasi principali:

  • Elaborazione di uno schema di legge delega: il primo compito della commissione è formulare una proposta di legge delega per la riorganizzazione delle norme ambientali. Il nuovo testo dovrà rispecchiare i principi introdotti dalla legge costituzionale 11 febbraio 2022 n. 1, che ha modificato gli articoli 9 e 41 della Costituzione, riconoscendo la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi come valori fondamentali dello Stato italiano.
  • Redazione dei decreti legislativi attuativi: una volta approvata la legge delega, la commissione dovrà predisporre gli schemi dei decreti attuativi entro il 30 giugno 2025. Questi decreti definiranno nel dettaglio le nuove disposizioni normative e le modalità di applicazione della riforma.

 

Un percorso partecipativo per una normativa più efficace

Il MASE ha sottolineato l’importanza di un processo inclusivo e partecipativo, che consenta il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Oltre alla commissione e agli esperti, potranno essere chiamati a partecipare ai lavori istituzioni, associazioni di categoria, enti pubblici e società in house vigilate dal ministero.

L’obiettivo è favorire il confronto tra diverse sensibilità e competenze, per arrivare a una normativa che risponda in modo efficace alle esigenze di tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Il riordino del Testo Unico Ambiente rappresenta un’opportunità unica per migliorare la qualità della regolamentazione ambientale in Italia, garantendo maggiore coerenza, semplicità e applicabilità delle norme.

 

Le sfide della revisione del TUA

Tra le principali sfide che la commissione dovrà affrontare, vi sono:

  • L’armonizzazione delle normative esistenti: il TUA attuale è un insieme complesso di norme stratificatesi nel tempo, spesso con sovrapposizioni e contraddizioni.
  • L’adeguamento agli obblighi europei e internazionali: la nuova normativa dovrà essere pienamente conforme ai principi e alle direttive europee in materia ambientale.
  • La semplificazione amministrativa: ridurre la burocrazia senza compromettere la tutela dell’ambiente è una delle sfide più importanti della riforma.

 

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Fonte: MASE



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