Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili

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Nell’ambito del Clean Industrial Deal, la Commissione ha presentato il 26 febbraio 2025 un piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili (COM/2025/79), che si basa su 4 pilastri:

  • Ridurre i costi energetici per tutti
  • Completamento del l’Unione del l’energia
  • Attrarre investimenti e garantire la realizzazione
  • Prepararsi a potenziali crisi energetiche.

La reazione delle associazioni

“Il piano d’azione proposto non è in grado di fornire energia a prezzi abbordabili a tutti i cittadini del l’UE e non mantiene le promesse fatte dal Commissario per l’energia e l’edilizia abitativa, Dan Jørgensen, nel l’affrontare la povertà energetica. Invece, include preoccupanti proposte per stabilire contratti a lungo termine con i fornitori di GNL e persino investire denaro dell’UE in infrastrutture ‘estere’ per l’esportazione di GNL, che va contro gli impegni climatici dell’UE e allo stesso tempo mina la transizione” esprime in una nota The Right to Energy coalition.

“REScoop.eu accoglie con favore l’impegno del piano d’azione per un pacchetto energetico dei cittadini che sarà pubblicato entro la fine di quest’anno per migliorare la capacità delle comunità locali, dei cittadini, dei comuni e delle imprese di unire le forze attraverso una comunità energetica e attraverso altriiniziative quali la condivisione del l’energia. Il pacchetto energetico per i cittadini sarà particolarmente importante, in quanto la maggior parte degli Stati membri deve ancora attuare i quadri di sostegno alle comunità energetiche richiesti dalla legislazione UE esistente. Inoltre, il piano d’azione propone altre azioni che dovrebbero beneficiare anche le comunità energetiche, per esempio sulle tariffe di rete, gli accordi di acquisto di energia (PPA), i permessi, l’aumento della flessibilità e le reti, solo per citarne alcune” chiarisce in una nota l’associazione REScoop.eu.

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Ma non è tutto oro quello che luccica. “Per essere chiari, il CID contiene molte priorità sbagliate e alcuni stratagemmi cinici che aumenteranno il potere aziendale a scapito dell’equità. Oltre a segnalare il sostegno alle distrazioni, quali i reattori nucleari (ad es. piccoli modulari, con i quali le comunità energetiche non vogliono avere nulla a che fare) e gli investimenti nelle infrastrutture per il gas naturale liquefatto per consentire l’importazione di gas, Inoltre, introduce una legislazione UE di cui c’è disperatamente bisogno per garantire che le imprese europee siano responsabili del rispetto dei diritti umani e della protezione ambientale” conclude.

“La Commissione sembra aver ceduto alle richieste di sgravi a breve termine da parte dell’industria pesante, come un più facile accesso ai fondi UE, senza richiedere loro forti impegni, lasciando da parte la decarbonizzazione e gli impegni sociali. Invece di impostare una rotta per la trasformazione, si accontenta di restare a galla, eppure se c’è un momento per guidare e innovare è proprio questo”, commenta in una nota Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. 

Le 8 azioni del piano

Il piano è composto in otto azioni molte delle quali saranno realizzate già nel 2025. Vediamone alcune.

Azione 1 – Rendere più accessibili le bollette elettriche

La Commissione proporrà una metodologia per garantire che le tariffe di rete incentivino l’uso più efficiente della rete, riducendo i costi del sistema energetico e il fabbisogno totale di nuovi investimenti nella rete, e formulerà raccomandazioni ai Paesi UE affinché riducano le imposte nazionali sul l’elettricità, ridurre immediatamente le bollette energetiche.

Azione 2 – Ridurre il costo del l’elettricità

Un sistema energetico basato sull’integrazione del mercato, sulla produzione di energia rinnovabile e sulla flessibilità potrebbe comportare una riduzione media del 40% dei prezzi al l’ingrosso del l’elettricità nel l’UE.

Azione 3 – Garantire il buon funzionamento dei mercati del gas

La Commissione esaminerà come sfruttare il potere d’acquisto del l’Unione per ottenere un accordo migliore per il gas naturale importato. Proteggere gli acquirenti dell’UE dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili potrebbe portare a una significativa riduzione a breve termine dei prezzi al dettaglio.

Azione 4 – Efficienza energetica – risparmio energetico

La Commissione sosterrà gli attori del mercato che forniscono soluzioni di efficienza energetica alle imprese attraverso la Coalizione europea per il finanziamento dell’efficienza energetica e aggiornerà le sue norme sull’etichettatura energetica e sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti – , che ha portato a risparmi stimati di circa 120 miliardi di euro sulle bollette dell’energia nel 2023 e potrebbe raggiungere i 162 miliardi di euro nel 2030.

Azione 5 – Completare l’Unione dell’energia

Migliorare il coordinamento e rafforzare la governance del sistema elettrico, il completamento di un’autentica Unione dell’energia, che comprenda un mercato dell’energia pienamente integrato e un quadro di governance coerente, è la chiave per evitare un forte aumento dei costi di sistema fino a € 103 miliardi entro il 2040, se non vengono presi provvedimenti. Le misure previste da questa azione comprendono il lancio di una task force del l’Unione del l’energia.

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Azione 6 – Un contratto tripartito per garantire energia a prezzi accessibili al l’industria europea

Il contratto tripartito per l’energia dovrebbe consentire prezzi accessibili riunendo il settore pubblico, i produttori di energia e le industrie consumatrici di energia per creare un clima favorevole agli investimenti.

Azione 7 – Garantire la sicurezza dell’approvvigionamento per la stabilità dei prezzi

La resilienza economica si basa sul continuo accesso a un’energia a prezzi accessibili e permette di evitare l’estrema volatilità dei prezzi.

Azione 8 – Preparazione alla crisi dei prezzi

La Commissione guiderà i paesi del l’UE nel l’applicazione di misure che incentivino i consumatori a ridurre la domanda in determinati periodi e collaborerà con gli operatori dei sistemi di trasmissione e le autorità nazionali di regolamentazione per aumentare temporaneamente i flussi interconnettori di confine, in determinate situazioni.

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