Giustizia, sciopero in tutta Italia delle Toghe contro la riforma della separazione delle carriere: i flash mob

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Un altro braccio di ferro tra magistratura e governo. Oggi i palazzi di giustizia saranno silenziosi, le  aule deserte e le toghe non presenzieranno in tribunale. I giudici e i pubblici ministeri di tutto il Paese scioperano per protestare contro la riforma della giustizia voluta dall’esecutivo, cavallo di battaglia del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che prevede la separazione delle carriere, già approvata in prima lettura alla Camera e ora è all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato. 
Un tema che divide la  politica e la magistratura, tra chi lo ritiene un passo necessario per una giustizia più equa e chi lo vede come un attacco all’indipendenza dei giudici. Sullo sfondo, un dibattito che potrebbe cambiare il volto della giustizia italiana. Cesare Parodi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ha dichiarato a Radio24 che questo sciopero non è contro “qualcuno” ma è a “ difesa di alcuni principi della Costituzione in cui fermamente crediamo e che crediamo siano la soluzione migliore per i cittadini, anche per i magistrati e addirittura anche per i politici”.
L’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha organizzato manifestazioni in 29 città, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui potenziali rischi che la riforma potrebbe comportare per l’indipendenza della magistratura. 
Da nord a sud uno sciopero indetto non per astenersi ad un giorno di lavoro, ma come ha spiegato il neosegretario generale Rocco Maruotti  sarà un “incontro con la cittadinanza”. 
Il clou della manifestazione sarà a Roma dove è previsto un flash mob, alle 10:00, in Piazza Cavour, davanti alla Corte di Cassazione, dove i magistrati, indossando toghe con coccarde tricolori e tenendo in mano copie della Costituzione, con l’intenzione di sensibilizzare l’opinione pubblica. 
A seguire, intorno alle 11:00, i pm e giudici si sposteranno in una sala del cinema Adriano, proprio di fronte il palazzo della Corte, dove si terrà l’assemblea pubblica aperta alla società civile, con i vertici dell’Anm, magistrati e cittadini. Sono previsti gli interventi del presidente dell’Associazione Cesare Parodi, del segretrario Rocco Maruotti e del vicepresidente Marcello De Chiara. Tra gli ospiti lo scrittore Gianrico Carofiglio e l’ex presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia. Anche a Milano è in programma una manifestazione,  “Noi con questo sciopero esprimiamo il nostro pensiero critico su questa riforma che attenta all’equilibrio dei poteri con effetti devastanti sullo Stato di diritto” lo ha spiegato il presidente della sezione milanese dell’Anm, Manuela Andretta, che con decine di colleghi, tutti con le toghe addosso, Costituzione in mano e coccarde tricolore, sta dando vita ad un flash mob sulla scalinata di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano. I magistrati, un’ottantina e schierati con cartelli in mano con frasi di Calamandrei, distribuiranno, poi, ai cittadini fuori dal Palazzo opuscoli informativi sulle ragioni della protesta. Poi si terrà un’assemblea pubblica nell’Aula Magna del Palagiustizia. Mentre a Genova è prevista la partecipazione, tra gli altri, di Antonio Albanese, che leggerà un testo di Piero Calamandrei. A Napoli, invece, l’assemblea si svolgerà alla biblioteca Tartaglione del Palazzo di Giustizia. Attesi gli scrittori Maurizio De Giovanni e Viola Ardone. In alcune città sono stati organizzati eventi con gli studenti delle scuole superiori e universitari. Una mobilitazione su larga scala che sicuramente non passerà inosservata e non si esclude che possa rialimentare lo scontro con la maggioranza di governo. Una provocazione che arriva a meno di una settimana dall’incontro con la premier Giorgia Meloni, previsto per il  5 marzo e ancora in agenda.  Un appuntamento definito dal segretario dell’associazione nazionale magistrati, “un’occasione di confronto per cercare di spiegare ancora una volta le nostre ragioni rispetto alle obiezioni che poniamo sulla riforma” e per far capire che la mansione che svolgono è  in funzione di “garantire i diritti dei cittadini”. Numerose organizzazioni hanno espresso solidarietà alla protesta dei magistrati. La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) ha manifestato il proprio appoggio, dichiarando che una giustizia indipendente ed efficiente è un diritto fondamentale per tutti i cittadini e che le riforme che ne minano l’autonomia devono essere contrastate. Anche Federconsumatori ha sostenuto lo sciopero, ribadendo la necessità di preservare l’indipendenza della magistratura per garantire una tutela efficace dei diritti dei consumatori. 
Non sono mancate anche le critiche nei confronti dello sciopero. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha definito la protesta “errata nel merito e nei modi”, sostenendo che la separazione delle carriere renderebbe la giustizia penale più moderna e aderente al modello processuale vigente, garantendo una maggiore terzietà del giudice. La riforma della separazione delle carriere dei magistrati ha dato vita ad un dibattito estremamente  complesso e con diversi punti di vista:
da un lato, vi è la preoccupazione per la salvaguardia dell’indipendenza della magistratura. Dall’altro, l’esigenza di riformare il sistema giudiziario per renderlo più efficiente e imparziale. Il confronto tra queste posizioni sarà determinante per il futuro assetto della giustizia italiana.

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