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Bilanci ambientali / Dichiarazioni ambientali / Rendicontazione – Report ambientali
Allo studio dell’Ue due proposte legislative per semplificare le informazioni obbligatorie da inserire nei reporting di sostenibilità, ridurre le imprese tenute al report “Esg” e rinviare gli obblighi.
Si tratta delle proposte di direttive presentate dalla Commissione Ue il 26 febbraio 2025 nell’ambito del cd. “Pacchetto omnibus I”, annunciato a fine gennaio 2025 nella cd. “Bussola della competitività” con cui la Commissione ha illustrato il programma dei lavori per la legislatura in corso.
Le proposte intendono rivedere la disciplina introdotta dalla direttiva 2022/2464/Ue (cd. Csrd) sulla rendicontazione di sostenibilità, obbligatoria per determinate aziende per fornire informazioni sugli aspetti ambientali, sociali e di governance delle attività (cd. Esg).
Tra le modifiche in previsione, la riduzione delle imprese obbligate alla rendicontazione (solo se più di 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro) e lo slittamento di due anni dell’obbligo di rendicontazione per le imprese tenute al nuovo reporting a partire dal 2026 e dal 2027. Oltre alla revisione, in un’ottica semplificatoria, dei dati obbligatori da inserire nei report (secondo gli standard “Esrs”).
La Commissione propone di apportare modifiche anche alla direttiva 2024/1760/Ue che impone alle grandi imprese l’adozione di misure di “due diligence” per prevenire impatti negativi sull’ambiente. La Commissione, in particolare, chiede di posticipare di un anno (al 26 luglio 2028) l’applicazione degli obblighi per le prime (grandi) aziende tenute ai nuovi oneri.
Determinate imprese sono obbligate a fornire periodicamente informazioni relative all’impatto delle proprie attività sull’ambiente e sulla società. Tale obbligo, storicamente adempiuto attraverso il “bilancio di sostenibilità”, è stato ampliato dalla “direttiva Csrd” (Corporate Sustainability Reporting Directive), in Italia recepita con il Dlgs 125/2024, che ha introdotto al suo posto la nuova “rendicontazione di sostenibilità”. Di conseguenza, a partire dal 2025, le aziende già obbligate all’eco-bilancio devono fornire informazioni più dettagliate, elaborando e pubblicando annualmente un report basato sui cd. parametri “Esg” (Environmental, Social, Governance). Inoltre, dal 2026 anche molte imprese attualmente non tenute all’adempimento (come le grandi società non quotate) dovranno presentare annualmente i dati sugli aspetti ambientali, sociali e di governance. Dal 2027 sarà la volta delle Pmi quotate. Nel Dossier l’analisi delle nuove regole. Il documento è aggiornato agli schemi di direttive presentate dalla Commissione Ue nel febbraio 2025 che prevedono una riduzione della platea dei soggetti obbligati ed una semplificazione degli adempimenti per quelli che resteranno tenuti alla rendicontazione
Nel solco degli obiettivi ambientali fissati dal Green deal, la Commissione europea annuncia le iniziative in programma per la nuova legislatura in corso. Tali iniziative sono previste nella cd. “Bussola della competitività” che contiene numerose proposte, legislative e non, volte su competitività europea e crescita sostenibile. Tra queste, il cd. “Pacchetto omnibus” per la “semplificazione” della normativa sulla finanza sostenibile e il “Clean industrial deal”, l’iniziativa sulla decarbonizzazione industriale. Il contributo è completo di un diagramma con il dettaglio di tutte le iniziative in previsione, ed è aggiornato al testo del Clean industrial deal presentato nel febbraio 2025 e agli schemi di direttive, sempre del febbraio 2025, sui reporting di sostenibilità e sugli obblighi di due diligence
L’Unione europea impone dal 2027 alle grandi imprese di adottare “misure di diligenza” (cd. “due diligence”) che consentano di prevenire ed eventualmente eliminare gli impatti negativi su diritti umani e ambiente prodotti dalle loro attività. Nell’approfondimento l’analisi degli aspetti ambientali previsti dal provvedimento eurounitario di riferimento, la nuova direttiva 2024/1760/Ue. Il contributo è aggiornato alle proposte legislative Ue del febbraio 2025 dirette a limitare la portata dei nuovi obblighi per le imprese
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