Ostanel critica il piano casa della Regione e ne presenta uno suo per affrontare la «crisi abitativa»

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A guardare i dati presentati martedì 27 febbraio a palazzo Ferro Fini a Venezia dalla consigliera regionale del movimento civico ‘Il Veneto che Vogliamo’ Elena Ostanel la fotografia che ne esce è a dir poco preoccupante. La consigliera è intervenuta  sul tema ‘Abitare in Veneto. Dati e riflessioni in vista del Piano Casa regionale 2024-2029’ condivise insieme all’assessora con delega alla Casa del Comune di Padova Francesca Benciolini e ad Emily Clancy, vicesindaco di Bologna collegata da remoto.

Dai dati presentati da Olstanel si evince che le famiglie venete spendono per la casa il 36,5% del loro reddito in un contesto in cui amentano quelle che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. In questo quadro sono comprese quelle formate da una sola persona, che sono sempre più numerose. «Dati alla mano ho dimostrato che la casa in Veneto è una chimera per tanti, sia chi vorrebbe accedere ad una casa pubblica, sia per chi non riesce più a trovarla nel mercato privato perché paga quasi il 40% del proprio reddito mensile per l’affitto: in queste condizioni dobbiamo riconoscere di essere in una crisi abitativa che dobbiamo urgentemente prendere in carico», spiega la consigliera Elena Ostanel, del movimento civico Il Veneto che Vogliamo. Per Ostanel il Piano Casa regionale è arrivato con quattro anni di ritardo e non risolve quella che lei definisce una vera e proprio crisi. «E’ fermo in Commissione, ma non individua azioni concrete per rispondere alle famiglie sempre più in difficoltà e, ancora più grave, senza stanziare un euro da investire sulla casa». 

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Ostanel, prima di fare la sua proposta per affrontare la crisi abitativa e le difficoltà che sempre più persone affrontano: «I numeri del fallimento della gestione regionale parlano chiaro: dall’insediamento di Luca Zaia, nel 2010, il numero di alloggi ATER sfitti è passato dal 7,1% al 19,3% raggiungendo l’enorme numero di 7.850 case pubbliche vuote. Il sottofinanziamento alle Ater da parte della Regione ha portato negli anni ad una svendita del patrimonio immobiliare pubblico con l’idea che fare cassa serva a investire sulla ristrutturazione degli sfitti, ma i dati testimoniano che non è così. Se la Regione non fa la sua parte e Ater e comuni sono lasciate sole, ci troveremo presto in una situazione irreversibile».

Ed ecco la proposta della consigliera regionale: «Basterebbe introdurre alcune azioni concrete: secondo le stime che abbiamo presentato, con un piano da 3 milioni di euro all’anno la Regione potrebbe eseguire i lavori necessari a riattare gli alloggi che necessitano di piccole manutenzioni, che sono il 25% del totale degli alloggi sfitti di proprietà delle Ater, e che potrebbero essere così messi subito a disposizione delle graduatorie. Non possiamo poi dimenticare anche quanto accade nell’ambito del mercato privato, che vede i costi lievitare ogni mese (rispetto al 2016 l’affitto al metro quadro in Veneto è aumentato quasi del 50%): per questo serve rifinanziare il fondo per le morosità incolpevoli ma soprattutto sostenere le agenzie per l’abitare che nascono nei comuni e che si pongono come ente che sostiene sia i locatori che i locatari. Oltre a questo, sono ancora due i grandi temi che la Giunta dimentica, come gli affitti brevi, sui quali si potrebbe portare avanti il progetto di legge statale che ho depositato, e attualmente fermo in Commissione, che regolamenterebbe il tema, e anche gli alloggi studenteschi, in una Regione che è la peggiore del Nord per offerta di alloggi a chi studia da fuorisede».

La consigliera Ostanel ha calcolato che tra gli alloggi di proprietà ATER (dove quindi è la Regione che può investire per recuperarli) 6.645 risultano sfitti, che con quelli in gestione ad ATER si arriva a 7.850 di sfitto, ovvero circa il 19,3% del totale. «Nel 2010, anno di insediamento del Presidente Zaia, gli alloggi non occupati erano 2.813, ovvero il 7,1% del totale. Segno che la Regione non ha minimamente investito in questo settore lasciando deperire migliaia di alloggi pubblici, patrimonio di tutti noi che paghiamo le tasse, e contribuendo a determinare l’attuale emergenza abitativa».

Ostanel va nei dettagli di ciò che propone:Ostanel va nei dettagli di ciò che propone: «Dare vita ad un reale piano di recupero di tutti gli immobili sfitti proprietà di ATER e quindi della Regione. A tal fine sarà necessario uno stanziamento stimabile in circa 150 milioni di euro, utilizzando come costo medio per alloggio quanto attualmente dichiarato dalle ATER in Commissione. Un piano per recuperarli tutti in 5 anni richiederebbe quindi 30 milioni all’anno, una cifra consistente per recuperare la quale servirebbero nuove entrate (IRPEF o IRAP) o tagli alla spesa esistente oppure un mutuo. Volendo concentrarci su quelli di più facile “riatto”, che da alcuni dati desunti dalle ATER, si aggirano interno al 25% del totale degli sfitti sarebbero necessari circa 15 mln, che in 5 anni significherebbe 3 milioni all’anno, una cifra che potrebbe essere recuperata facilmente, senza mutui, con poche variazioni di bilancio permettendo una forte immissione di alloggi in poco tempo. Oltre a questo, la Regione deve essere a supporto, con delle politiche mirate, dei Comuni, anche quelli più piccoli, che vogliono recuperare gli alloggi attualmente sfitti di loro proprietà».



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