Classifica sanità regioni: l’Emilia-Romagna scende

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Bologna, 27 febbraio 2025 – Emilia-Romagna promossa dal monitoraggio realizzato dal ministero della Salute dei livelli essenziali di assistenza per il 2023 nelle regioni anche se perde il primato assoluto, scalzata dal Veneto. Parliamo di tutte quelle prestazioni sanitarie che ogni cittadino ha il diritto di ricevere dallo Stato, sia gratuitamente sia, se serve, pagando il ticket.

Sono tre le aree dell’assistenza prese in considerazione: ospedaliera, territoriale, prevenzione. Nella classifica delle migliori Regioni per assistenza sanitaria l’Emilia-Romagna con un calo di 2,4 punti passa al terzo posto – a pari merito con Trento –  a causa di un brusco calo dell’assistenza territoriale. Veneto primo, Toscana seconda. 

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Secondo il monitoraggio del ministero della Salute sui dati 2023 dei livelli di assistenza essenziale, l’Emilia-Romagna è quarta su tutto il territorio nazionale

I numeri dell’Emilia-Romagna

La regione ha ottenuto per il 2023 un punteggio di 97 (su 100) nell’area della prevenzione, dove migliora rispetto alla performance del 2022 (96,13). Un leggero calo si registra nell’area ospedaliera dove c’è un punteggio di 92 a fronte di un 93,50 del 2022. Il calo più consistente nell’area distrettuale, quindi l’assistenza territoriale con un punteggio di 89 a fronte dei 95,57 dell’anno precedente.

Il punteggio viene dato su una scala da 0 a 100, con il punteggio 60 corrispondente al valore soglia (ovvero di sufficienza) dell’indicatore.

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Il presidente De Pascale: “Nostra regione promossa”

L’Emilia-Romagna rispetto a tutti i parametri viene promossa, sono classifiche che di un anno in anno valutano meglio un parametro piuttosto che un altro. Io ho fatto una campagna elettorale dicendo che non ero interessato a dirci se eravamo i numeri uno o i numeri due. Il tema è che l’Emilia-Romagna è indiscutibilmente nel gruppo di testa delle regioni italiane. Su qualche parametro dobbiamo migliorarci, noi li abbiamo anche elencati e identificati in campagna elettorale e il nostro lavoro è quello di far sì che l’Emilia-Romagna continui a dare risposte universalistiche più forti di quelle che ha dato fino ad oggi”. Lo ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale.

La classifica nazionale

Secondo il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza per l’anno 2023, pubblicato sul sito del ministero della Salute, sono tredici le Regioni e Province Autonome italiane che raggiungono la sufficienza in tutte le aree dell’assistenza sanitaria (prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera). Quattro invece quelle bocciate in due aree e poi sono quattro quelle in una sola area.

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I dati mostrano complessivamente che le Regioni Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia e Sardegna registrano un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macro-aree. Nessuna Regione/P.A. presenta punteggi inferiori alla soglia su tutte le tre macro-aree. Le Regioni che presentano un punteggio inferiore alla soglia in una o più macro-aree sono: in due macro-aree, Valle D’Aosta (Distrettuale e Ospedaliera), Abruzzo, Calabria, Sicilia (Prevenzione e Distrettuale); in una macro-area, P.A. Bolzano, Liguria e Molise (Prevenzione), Basilicata (Distrettuale).

Cosa sono i Lea

I Lea sono i Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è chiamato a erogare in modo gratuito e omogeneo da nord a sud del Paese, attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia.

Il Nuovo Sistema di Garanzia – specifica in una nota il ministero della Salute – realizzato in collaborazione con i referenti istituzionali e tecnici delle Regioni e con esperti epidemiologi e statistici provenienti dal mondo universitario e della ricerca, si articola in 88 indicatori relativi ai tre macro-livelli (o macro-aree) di assistenza (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera), ai singoli Lea a essi afferenti e ai percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali (Pdta) che riguardano più livelli di assistenza”.



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