Recupero contributi persi: al via la rendita vitalizia Inps 2025 senza prescrizione

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Anche nel 2025, i lavoratori che hanno subito omissioni contributive da parte del datore di lavoro possono recuperare i periodi non coperti grazie alle nuove disposizioni Inps sulla costituzione della rendita vitalizia, ma con una grande novità.

Con la circolare n. 48 del 24 febbraio 2025, l’INPS ha fornito istruzioni dettagliate sulle modalità per riscattare i contributi non versati, anche in caso di prescrizione, introducendo un’importante novità: il lavoratore può farsi carico della rendita vitalizia anche senza il coinvolgimento del datore di lavoro.

A partire dal 12 gennaio 2025, infatti, il lavoratore può richiedere la costituzione della rendita vitalizia a proprio carico, se il datore di lavoro non ha versato i contributi obbligatori e il diritto è già prescritto.

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Questa misura, prevista dall’articolo 30 della legge n. 203/2024, rappresenta un’opportunità per chi rischiava di perdere anni di contribuzione a causa dell’inadempienza dell’azienda.

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Ecco in dettaglio cosa cambia nel 2025, chi può richiedere la rendita vitalizia e come presentare domanda all’Inps per il recupero dei contributi persi e prescritti.

Cos’è la rendita vitalizia Inps

La rendita vitalizia Inps è un meccanismo che permette di riconoscere ai lavoratori periodi contributivi non versati dal datore di lavoro e ormai prescritti. L’obiettivo è evitare che i lavoratori subiscano una perdita sulla futura pensione per cause indipendenti dalla loro volontà.

Fino ad oggi, la richiesta di costituzione della rendita vitalizia poteva essere fatta dal datore di lavoro o, in alcuni casi, dal lavoratore in sostituzione del datore. Tuttavia, entrambi i soggetti dovevano rispettare un termine di prescrizione di dieci anni.

Con le nuove regole introdotte dalla circolare INPS n. 48/2025, il lavoratore può chiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione, purché si faccia interamente carico dei costi.

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Novità 2025: recupero contributi persi a carico del lavoratore

Come spiegato nella circolare Inps, la principale novità introdotta dalla legge n. 203/2024 riguarda l’introduzione del comma settimo all’articolo 13 della legge n. 1338 del 1962, che prevede la possibilità per il lavoratore di chiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione dei contributi persi.

L’onere però in questo caso è interamente a carico del lavoratore, senza più necessità di coinvolgere il datore di lavoro.

Il diritto a chiedere il recupero dei contributi persi diventa quindi imprescrittibile, cioè non scade mai e non ci sono limiti di tempo alla presentazione della domanda all’Inps.

Modifica pensata per garantire ai lavoratori la possibilità di recuperare anni contributivi persi, migliorando così la loro posizione pensionistica senza essere penalizzati dall’inadempienza del datore.

Chi può chiedere la ricostituzione di rendita vitalizia Inps

Queste categorie di lavoratori e lavoratrici, che si trovano con vuoti contributivi utili alla pensione, possono recuperare i contributi persi, inviando domanda all’Inps:

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  • I lavoratori dipendenti che non hanno ricevuto il versamento dei contributi obbligatori dal proprio datore di lavoro.
  • I superstiti del lavoratore, nel caso in cui il richiedente sia deceduto.
  • I lavoratori che hanno subito omissioni contributive anche da datori di lavoro ormai falliti o irreperibili.

Quali contributi possono essere recuperati a proprio carico

Non tutti i contributi persi possono essere recuperati senza l’intervento del datore di lavoro e senza prescrizione. Per accedere alla novità sulla ricostituzione di rendita vitalizia il lavoratore o lavoratrice deve assicurarsi che i contributi persi siano prescritti (cioè non più recuperabili direttamente dall’INPS dal datore di lavoro). Inoltre, deve essere sempre dimostrata l’esistenza del rapporto di lavoro per il periodo di contribuzione mancante e l’istanza deve essere presentata con la documentazione necessaria per il calcolo dell’importo dovuto.

Calcolo dell’importo da versare

L’INPS calcola l’onere per la costituzione della rendita vitalizia utilizzando la riserva matematica, che dipende da più fattori: importo dei contributi non versati, tabelle annuali Inps, età del lavoratore o lavoratrice al momento della richiesta. In ogni caso, la cifra può essere rateizzato secondo le disposizioni INPS.

La formula semplificata è: Oneri di riscatto=(Retribuzione annua×Aliquota contributiva)×Coefficiente attuariale

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Il coefficiente attuariale è determinato sulla base della tabella INPS per il calcolo delle riserve matematiche.

Come inviare domanda all’Inps

La procedura per presentare la domanda all’Inps varia a seconda del soggetto richiedente:

  • datore di lavoro: può presentare domanda solo se il diritto alla rendita vitalizia non è prescritto. In caso contrario, l’INPS respingerà l’istanza.
  • lavoratore o suoi superstiti: possono presentare l’istanza se il diritto alla rendita non è prescritto, in questo caso la richiesta rientra nel comma quinto dell’articolo 13 della legge n. 1338/1962.
  • lavoratore con diritto prescritto: se la prescrizione è già maturata, può comunque presentare domanda ai sensi del comma settimo della legge, assumendosi l’intero onere del riscatto.

Per quanto riguarda gli step operativi da seguire invece, il richiedente deve comunque rispettare questa procedura:

  • Accedere al portale Inps utilizzando SPID, CIE o CNS per autenticarsi, dopodiché accedere al servizio “Riscatto dei periodi per contributi omessi e prescritti;
  • compilare il modulo di richiesta, indicando il periodo contributivo da recuperare e allegando la documentazione necessaria.
  • attendere la valutazione dell’INPS, che esaminerà la richiesta e calcolerà l’importo da versare.
  • effettuare il pagamento dell’importo richiesto, in un’unica soluzione o in rate, se previsto.
  • ricevere la conferma dell’INPS, che riconoscerà il periodo contributivo ai fini pensionistici.

Se la domanda è stata presentata prima del 2025 e risulta ancora in sospeso, verrà automaticamente trattata secondo le nuove disposizioni.

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Cosa succede alle istanze già inviate e in corso?

La circolare chiarisce che le nuove regole si applicano anche alle domande già presentate prima del 2025, se ancora non definite dall’Inps. In questo caso, la richiesta verrà trattata secondo le nuove disposizioni, garantendo la possibilità di riscattare i contributi non versati anche in assenza del datore di lavoro.

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