l’elicottero “guerriero” della guardia di finanza va in pensione

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LECCE – Oltre l’occhio umano, la storia l’ha guardata davvero “dall’alto”. Dallo sguardo privilegiato dei suoi sensori iperspettrali, capaci di catturare un piccolo gozzo in mare aperto, stanare lastre di Eternit o leggere il numero di targa di un veicolo in marcia, il velivolo AB412HB del Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza di Bari è stato strumento e testimone di 30 anni di lotta alla criminalità organizzata in mare e nell’entroterra pugliese, negli anni in cui le province di Lecce, Brindisi e Taranto si sono trasformate in teatro di guerriglia tra i clan e le forze dell’ordine.

Sebbene l’era del contrabbando, soprattutto nel Brindisino, sia stata spesso romanzata, forse addirittura romanticizzata, ha invece aperto uno squarcio e una linea di demarcazione fra ciò che era “tollerabile” e ciò che non poteva più esserlo: esattamente 25 anni addietro, il 24 febbraio del 2000, i due finanzieri Alberto De Falco e Antonio Sottile, furono uccisi in servizio su una complanare della statale nel territorio brindisino: un blindato in uso ai trafficanti di tabacchi lavorati esteri, travolse con violenza la Fiat Punto dei militari. Le vittime erano proprio alle prese con una attività di monitoraggio delle zone del contrabbando.

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Non era il primo episodio: numerose furono le tragedie sfiorate non soltanto per i mezzi delle fiamme gialle speronati, mandati fuori strada. Ma anche per le carreggiate inondate di chiodi dai gruppi malavitosi, per mettere fuori uso ogni sforzo statale. Solo che quella volta lo Stato reagì duramente, facendo partire poche ore dopo, su indicazione dell’allora ministro dell’Interno, la nota operazione “Primavera”. Nel territorio delle tre province furono mandati militari di ogni corpo, Esercito compreso. Centinaia di arresti nelle prime settimane, poi considerati un’era spartiacque nella lotta ai clan e al traffico di sigarette. Quello stesso anno, nel mese di luglio, altri due finanzieri morirono nelle acque del Salento: Salvatore De Rosa e Daniele Zocola, furono uccisi dagli scafisti a Castro, alle porte della Grotta della Zinzulusa, durante un inseguimento che si rivelò fatale.

Quell’elicottero è stato presente (e utilizzato) in tutte le fasi prima, durante e post blitz. Così come ha sorvolato il canale d’Otranto e i successivi nascondigli nell’entroterra delle tre province confinanti, per stanare la droga e le armi in arrivo dalle coste balcaniche: la prima dall’Albania, le altre dal Montenegro. Ora i traffici in mare sono calati drasticamente: quelli di droga e di esseri umani, in primis. Chi parte dalle coste turche, ormai predilige la Calabria come approdo. Nel 2024, il fenomeno degli sbarchi ha visto casi numericamente irrilevanti.

A bordo di uno dei più aggiornati velivoli della guardia di finanza, alla velocità di circa 140 nodi e mille e 500 piedi di altezza, ogni cosa è geolocalizzata. Dopo un reportage di alcuni anni fa, nel quale vi avevamo raccontato dei compiti e delle specialità del Roan, sorvolando il canale d’Otranto e la costa salentina, questa volta abbiamo percorso a bordo di uno dei velivoli delle fiamme gialle circa 270 chilometri, in poco più di un’ora, durante un’attività di pattugliamento dei territori di Brindisi, Lecce e la città di Taranto. Le attività di ricognizione dei militari, in tutta la regione, comprendono 900 chilometri di litorale: dal Salento alla costa tarantina, fino al Gargano, compresa la Basilicata ionica. Alla guida il capitano Salvatore Falsanisi e il copilota, il maresciallo Erminio Casucci, con a bordo l’operatore di volo, il luogotenente Raffaele Di Vincenzo, il maresciallo Vincenzo Seccia e il comandante del Roan di Bari, il generale Armando Franza, intervistato nel video che segue.

Non sono soltanto i potenti sensori a catturare esempi di abusivismo edilizio sui litorali: un fatto determinante lo gioca anche l’occhio allenato dell’operatore a bordo. Se una casa, ad esempio, è particolarmente bassa rispetto alle altre, in via di costruzione o rifacimento, i finanzieri “dall’alto” andranno a controllare se l’area è sottoposta a vincolo e poi, una volta a terra, saranno eseguite tutte le verifiche successive. Vale anche per le piantagioni di marijuana, “catturabili” dall’occhio in cielo perché quasi sempre vicine a fonti di approvvigionamento idrico e curate soprattutto nel periodo compreso tra maggio e settembre. Quelle in serra, molto diffuse nei territori di Lecce, Brindisi e Taranto, sono ancora più facilmente individuabili grazie alle termocamere di cui sono muniti gli elicotteri: protette dai teli, le piante hanno bisogno di lampade a ciclo continuo per un ambiente illuminato e riscaldato. L’attività nel Tarantino, negli ultimi tempi, si è invece concentrata sui reati ambientali, tra cui la pesca di ricci nonostante il fermo biologico o il traffico internazionale di oloturie che, nelle scorse settimane, ha portato a 21 arresti. Le attività di monitoraggio del territorio da parte dei militari del Roan, infine, avviene spesso in tandem con l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

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