Legge sullo spazio, ecco come l’Italia potrà essere leader in Europa

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Il prossimo 3 marzo approderà in Aula alla Camera la legge sullo spazio.

Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio nella riunione di oggi, come ha anticipato ieri l’onorevole Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy e relatore del primo disegno di legge italiano sull’economia dello spazio, intervenendo al webinar “Legge sullo spazio tra nuove sfide e opportunità” organizzato da Start Magazine e Icinn (Qui per rivedere il seminario).

La legge sullo spazio italiana ha come obiettivo la regolamentazione dell’accesso allo spazio da parte dei privati, “offrendo grandi opportunità in un comparto che rappresenta il futuro dell’industria e una delle principali traiettorie di sviluppo dell’economia mondiale”.

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Dalla miriade di detriti in orbita alla necessità di regolamentare l’accesso da parte degli operatori privati all’orbita e non solo: il Ddl sulla space economy punta anche a promuovere “gli investimenti nella nuova economia dello spazio e di accrescere la competitività nazionale, la ricerca scientifica e lo sviluppo di competenze nel settore spaziale”.

Come ha ricordato il consigliere Militare di Palazzo Chigi e Segretario del Comint, generale Franco Federici, “saremo uno dei pochi paesi ad avere una legislazione specifica sulle attività spaziali e sarà una legislazione perfettamente armonica con gli obblighi internazionali”.

Dunque l’Italia sarà tra i primi in Europa a dotarsi di una legge per far sì che questo comparto possa crescere in modo sano e conquistare una posizione di leadership nello spazio.

Tutti i dettagli.

A CHE PUNTO È L’ITER PARLAMENTARE DELLA LEGGE SULLO SPAZIO

“Proprio oggi abbiamo completato le votazioni degli emendamenti della legge sulla spesa economy, inizialmente erano 214 emendamenti ai quali si sono sommati anche quelli di relatori con i relativi subemendamenti, e siamo arrivati in fondo a questo iter, domani il 26 è previsto la conferenza dei capigruppo che deciderà in quale data arriverà in Aula a Montecitorio ma presumibilmente la prima settimana di Marzo dovrebbe approdare in aula” ha spiegato Mascaretti.

A questo proposito, non sono passati gli emendamenti con i quali l’opposizione intendeva “neutralizzare la possibilità che l’articolo 25 – la realizzazione di una riserva di capacità trasmissiva attraverso una costellazione satellitare – si riveli un passe-partout per consentire alla Starlink di Elon Musk di partecipare alla gara, con ampie probabilità di vincerla” ricorda oggi il Sole 24 Ore.

“Giovedì invece abbiamo l’ultima riunione in commissione per dare il mandato al relatore” ha proseguito Mascaretti sottolineando che “è stata una grande soddisfazione, c’è stata una grande collaborazione con le opposizioni”.

LA NATURA DEL PROVVEDIMENTO

“Ovviamente è una legge molto tecnica – ha proseguito il presidente del intergruppo parlamentare sulla space economy – una legge soprattutto che colma un vuoto normativo ovvero regolamentare l’accesso di privati allo spazio un qualcosa che mancava”.

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“Il Ddl “Disposizioni in materia di economia dello spazio”, attualmente in discussione parlamentare, introduce un quadro normativo estremamente articolato, studiato per garantire una vigilanza e un controllo puntuale delle attività spaziali, in particolare per quanto concerne la gestione dei detriti orbitali e la sicurezza operativa complessiva” ha messo in evidenza il Consigliere Militare di Palazzo Chigi e Segretario del Comint, generale Federici.

In particolare, “La mancanza della spinta dei privati italiani a entrare nella Space economy è un qualcosa che stiamo pagando” ha ammesso Mascaretti, ricordando l’esempio del settore delle costellazioni satellitari dove l’Italia e l’Europa sono senza dubbio in ritardo rispetto ai player internazionale.  Questo è un ritardo “che va colmato e questa legge va esattamente in quella direzione”.

“L’importante era approvare lo schema di questa legge che ci consentirà di entrare a pieno titolo in questa dimensione della New Space economy dove l’Italia – come è stata in passato – avrà un ruolo assolutamente protagonista grazie al lavoro che tanti stanno facendo” ha precisato Mascaretti.

OPERATORI ITALIANI NON PIÙ SOLO FORNITORI DI AGENZIE PUBBLICHE

A questo proposito, “siamo pronti perché anche gli operatori italiani non siano più solo fornitori di agenzie pubbliche ma comincino a fare impresa” ha aggiunto il presidente del intergruppo parlamentare sulla space economy citando l’esempio della dimensione “delle orbite basse dove oggi comincia ad esserci un affollamento ma gli operatori privati italiani ancora stentano ad arrivare se non con alcune grandi operazioni”.

OCCORRE CREARE ECOSISTEMA

Come già detto il Ddl sulla space economy punta anche a promuovere “gli investimenti nella nuova economia dello spazio per accrescere la competitività nazionale”, ma “per costruire una vera space economy non basta aumentare investimenti pubblici, occorre creare un ecosistema dove i capitali pubblici e quelli privati possano operare insieme” ha evidenziato nel corso del suo intervento David Avino, fondatore e ceo di Argotec,  azienda torinese specializzata nella produzione di microsatelliti e volo umano nello spazio.

ARMONIZZARE LA NORMATIVA NAZIONALE CON GLI OBBLIGHI INTERNAZIONALI

Inoltre, il “disegno di legge è strutturato in modo da armonizzare la normativa nazionale con gli obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dall’Outer Space Treaty e dalla Convenzione del 1972 sulla responsabilità internazionale per i danni causati da oggetti spaziali. Questo aspetto è fondamentale per garantire un contesto globale di sicurezza e responsabilità, rafforzando la posizione dell’Italia come attore affidabile e all’avanguardia nel settore spaziale” ha sottolineato il generale Federici, segretario del Comint.

LEADERSHIP DELL’ITALIA NEL SETTORE

Senza dimenticare che “l’Italia è uno dei pochi paesi che è presente lungo tutta la catena del valore del settore spaziale: dal concepimento di una missione, alla realizzazione delle infrastrutture all’erogazione dei servizi e naturalmente all’accesso allo spazio” ha evidenziato Massimo Comparini, responsabile della divisione spazio di Leonardo, intervenedo al seminario online di Start Magazine.

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Pertanto, “il concetto di operatore è importante e va in qualche modo declinato anche rispetto a questi pezzi di catena del valore che vanno a costituire una missione spaziale, questo perché in ognuno di questi pezzi di catena del valore abbiamo un sistema industriale complesso”.

Nello specifico, “Leonardo è presente lungo tutta la catena del valore attraverso le sue società partecipate alla joint venture lo Space Alliance la partecipazione in Avio” ha ricordato Comparini.

Quando qualcuno parla della “frammentazione della catena del valore son commenti che secondo me non considerano sufficientemente la realtà attuale” mette in luce il manager di Leonardo evidenziando che oggi l’Italia è “un paese che è in grado di esprimere soluzioni tecnologiche architetturali e sistemiche in tutti di domini dell’applicazione spaziale”.

Senza dimenticare che “la leadership dell’Italia nella space economy è stata confermata anche dall’affidamento dello sviluppo del primo lander europeo” per la missione Artemis.

PMI PERCEPITE NON SOLO COME FILIERA

In occasione della sua audizione alla Camera, Argotec ha sottolineato l’importanza delle piccole e medie imprese, “spina dorsale del settore aerospaziale” italiano, precisando che la quota prevista dalla legge (art. 27) del 10% per startup e Pmi nei contratti, “non è sufficiente”.

Secondo Avino infatti non è tanto questione del 10% o il 20 o il 30%, “è importante in qualche modo per le piccole e medie imprese non vengano solo ed esclusivamente vista come filiera”. Proprio Argotec è stata al centro della missione che farà da apripista a Iride, il programma per l’osservazione della Terra realizzato dall’Esa in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) con il lancio  di “Pathfinder”,nuovo microsatellite – pesa soltanto 65 kg –   precursore della costellazione Heo (Hawk for Earth Observation), realizzata da Argotec, una delle sei costellazioni di Iride.

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Pertanto, “possiamo essere competitivi e far sì che anche l’italia diventi molto competitiva in un mercato sempre crescente” ha concluso il ceo di Argotec.

L’IMPORTANZA DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Infine, per essere competitiva, l’industria spaziale italiana non può prescindere dalla necessità di cooperare a livello internazionale.

Oggi stanno emergendo nuovi player nel settore che si stanno “ritagliando un ruolo accanto a quelli tradizionali e qui lasciatemi menzionare banalmente il fatto che proprio ieri il presidente dell’Asi Valente ha firmato un memorandum of understanding con gli con gli Emirati Arabi Uniti per l’esplorazione lunare e lo studio degli asteroidi” poi c’è l’india che con la sua missione Chandrayaan-3 è stata la prima nella storia ad atterrare vicino al Polo Sud lunare” ha ricordato Karolina Muti,Responsabile di ricerca nel programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello Iai.

Quindi ci “sono dei partner nuovi coi quali l’Italia giustamente cerca di tessere delle cooperazioni per mantenere una posizione di vantaggio e di competitività” ha sottolinea Muti.

Infine, tornando alla legge sullo spazio, l’analista dello Iai ha sottolineato che “in un’ottica futura concluso l’iter sarà importante che i decreti attuativi della legge tengano conto della mutevolezza del contesto in cui gli operatori spaziali svolgono le proprie attività e che preveda quindi decreti con livello di adattabilità e di flessibilità per rendere lo strumento legislativo efficace nel medio il lungo termine”.

 

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