la visione di Camillo Catarozzo per il futuro di Banca Campania Centro

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Carta di credito con fido

Procedura celere

 


Con una lettera rivolta ai Soci, Camillo Catarozzo, Presidente uscente e candidato alla guida di Banca Campania Centro per il triennio 2025-2028, ha ribadito i valori fondanti dell’istituto e delineato le prospettive future.

“Credo nel valore della comunità, della cooperazione e della mutualità — scrive Catarozzo — “Credo che la nostra banca sia realmente differente per forza, coerente con i propri valori e con la sua Carta dei Valori”.

Carta di credito con fido

Procedura celere

 

Fasano Corp. S.r.l. Teggiano

Nel suo intervento, il Presidente ha evidenziato i 111 anni di storia della banca, sottolineando come la solidità patrimoniale e la continuità nella sana gestione abbiano reso Banca Campania Centro una delle BCC più sicure del Mezzogiorno. “Non abbiamo mai sacrificato l’attenzione ai Soci, il sostegno alle comunità e l’aiuto a chi soffre al solo obiettivo dell’utile” — ha ribadito — “Il nostro bilancio è sempre positivo, la fiducia dei risparmiatori cresce e i risultati ci danno ragione”.

Catarozzo ha inoltre respinto le critiche ricevute di recente: “Crediamo che sia ingiusto e dannoso l’uso distorto di alcuni dati. Ci chiediamo come possano candidarsi a ruoli così delicati persone che interpretano in modo scorretto — volutamente o meno — alcune voci dei bilanci”.

Infine, il Presidente ha confermato l’intenzione di proseguire lungo il percorso tracciato, con un Consiglio di Amministrazione composto da Soci competenti, entusiasti e radicati nei territori. “Lo faremo insieme, continuando a rappresentare al meglio i Soci e le comunità di cui siamo espressione”.

Di seguito la lettera integrale

Credo nel valore della propria comunità, credo nel valore della cooperazione, credo nel valore della mutualità, credo in una Banca di Credito Cooperativo che sia primariamente strumento di sviluppo per i propri Soci e per le comunità di cui è espressione. Credo che la Banca a cui apparteniamo come Soci sia realmente “differente per forza”.

Credo che Banca Campania Centro, la Cassa Rurale, sia realmente coerente con i propri valori, con il proprio Statuto e con la sua Carta dei Valori. Lo dimostrano i 111 anni di storia: siamo, insieme alla consorella di Scafati, la più antica banca di credito cooperativo della Campania. Lo dimostrano le nostre scelte, da sempre. La coerenza con i nostri valori, anno dopo anno, con grande continuità, ci ha portato sempre al rispetto della sana e prudente gestione, richiesta dalla Banca d’Italia a tutte le banche, permettendoci di essere una delle Bcc patrimonialmente più sicure di tutto il Mezzogiorno. Al tempo stesso, però, non abbiamo mai sacrificato al dio “dell’Utile” — che pure è stato sempre di segno positivo per garantire al meglio la sicurezza dei risparmiatori — l’attenzione primaria ai Soci, alle loro comunità, a coloro che in quelle comunità volevano creare sviluppo o erano in difficoltà. Non abbiamo mai sacrificato al dio dell’Utile il posto di lavoro di qualche dipendente o le quote dei Soci delle BCC che, per ragioni contingenti, abbiamo incorporato per non togliere la presenza del Credito Cooperativo a quei territori. Non abbiamo mai sacrificato al dio dell’Utile la scelta — unica in Italia — di promuovere l’integrazione nella legalità dei tanti lavoratori stranieri, attraverso un Ufficio per i migranti che offrisse un servizio sia a loro sia ai tanti imprenditori che danno loro lavoro. Non abbiamo mai sacrificato al dio dell’Utile il nostro aiuto a chi soffre. Ne sono testimoni inostri interventi a sostegno di chi lotta contro la povertà e i numerosi contributi erogati ad associazioni e organizzazioni del territorio. Non abbiamo mai sacrificato al dio dell’Utile il nostro rapporto con la cultura, lo spettacolo, l’arte e lo sport, favorendo, aiutando e valorizzando tutte le realtà che proponevano iniziative in questi ambiti. Non abbiamo, infine, mai sacrificato al dio dell’Utile il rapporto tra i Soci, che abbiamo sempre considerato fondamentale, realizzando iniziative di incontro e di sano divertimento. Sapevamo che queste erano scelte non facili e che non pagavano subito in termini di risultati di gestione, ma eravamo e siamo certi che, attraverso di esse e altre prese in questi anni, avremmo guardato al futuro dei nostri territori. E i risultati ci stanno dando ragione. Il nostro Bilancio è sempre in positivo, la solidità è sempre aumentata, la fiducia dei risparmiatori è cresciuta. Gli Utili sono aumentati. E queste non sono parole o numeri messi a caso, spesso senza nemmeno sapere cosa confrontare o con chi: basta andare a guardare i Bilanci, che sono pubblici e consultabili in rete sul nostro sito. Abbiamo una banca solida, capace di interloquire con le imprese, con le famiglie, con le Istituzioni e con il terzo settore. Abbiamo risultati positivi in tutti i principali indicatori di Bilancio. La nostra capogruppo, Iccrea, nei periodici controlli aziendali ha sempre confermato la positività dei risultati. Siamo interlocutori privilegiati delle massime realtà provinciali, regionali e, in alcuni casi, nazionali. Il nostro ruolo non è fare una banca d’affari. Il nostro ruolo è quello che recita l’articolo 2 dello Statuto di tutte le BCC d’Italia: “…Essa ha lo scopo di favorire i Soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera…” E tutto questo lo stiamo facendo da sempre, in continuità con quello che intendevano i 42 fondatori nel 1914, fino ai nostri giorni, passando attraverso l’opera di tanti Amministratori e di grandi presidenti come l’indimenticato Silvio Petrone, di cui ho avuto l’onore di essere accanto e condividere il lavoro, per quasi 40 anni, con i suoi grandi valori e le sue straordinarie intuizioni. Siamo una casa di vetro. E non potrebbe essere diversamente: per i nostri Valori e per l’attenzione dei controlli. Tutto ciò grazie a una struttura non fatta di soli straordinari dipendenti e di una Dirigenza di altissimo spessore, ma di persone che quei Valori li condividono. Anche per questo ci avviamo all’Assemblea elettiva con un animo sereno, perché siamo certi che siamo sulla strada giusta. Con un gruppo di Soci candidati al CdA che condividono quei Valori, portando, per alcuni di loro, la positiva esperienza di questi anni nel CdA e, per altri, alla prima esperienza, professionalità, entusiasmo e presenza sui territori. Tutti sono ampiamente in possesso dei requisiti quali-quantitativi richiesti dai regolamenti, tutti con un presente e un passato specchiato e nessun legame con interessi estranei allo scopo e ai Valori della nostra Banca di Credito Cooperativo. Tutti i territori sono rappresentati. Tutte le professionalità che possono aiutare le scelte della Banca sono presenti. L’unico dispiacere è che, in queste ultime settimane, a scopo puramente strumentale, qualcuno getti discredito su una Banca virtuosa come questa, generando possibili nefasti effetti collaterali proprio sulla sua credibilità. Una credibilità suffragata anche da realtà terze come l’ultimo Atlante delle migliori banche italiane redatto da Milano Finanza, che ci inseriva tra le eccellenze regionali. Un discredito senza alcun fondamento. E fa specie che queste accuse strumentali arrivino da Soci che hanno avuto gran parte nelle scelte di questa Banca, essendo stati parte della stessa o di strutture intermedie. Le regole che oggi strumentalmente contestano sono le stesse che le Assemblee dei Soci — a cui hanno partecipato — hanno deliberato all’unanimità e quindi anche con il loro voto. Così come strumentale appare l’attacco sulle chiusure di alcune filiali. Fingono di non conoscere i parametri di rendimento redatti dalla capogruppo Iccrea. Fingono di non conoscere il nostro impegno per una diversa definizione di detti parametri. Fingono di non sapere che, come CdA, ci siamo fatti parte attiva nel trasmettere e nel sollecitare Iccrea e Federcasse a tener conto delle richieste dei sindaci dei comuni interessati da queste chiusure, i quali hanno sottolineato l’importanza della riapertura di questi presidi. Riflessioni che condividiamo. Fingono di non conoscere il nostro impegno per mantenere, con soluzioni anche innovative, la nostra presenza in quei territori, attraverso, ad esempio, l’attivazione di bancomat evoluti. Ci fa male l’uso distorto ed errato di alcuni dati. E mi chiedo come possano proporsi come alternativa a questi delicati ruoli persone che travisano — non comprendo se in buona o cattiva fede — alcune voci dei bilanci. Persone che confrontano un valore netto di un anno con il valore lordo di un altro anno. Persone che, sfruttando la non conoscenza dei più del percorso di altre BCC, dei loro cambiamenti e delle loro scelte aziendali, paragonano quei percorsi ai nostri degli ultimi anni. Persone che, in interviste pubbliche, hanno dichiarato che la valorizzazione della cultura, dell’arte e dello spettacolo per i propri Soci — che in questi anni Banca Campania Centro ha portato avanti — sia paragonabile alla celebre espressione “festa, farina e forca” di Ferdinando II di Borbone. È triste, è offensivo, è degradante. È il segno tangibile di chi non conosce nemmeno quali siano i tanti Valori della Cooperazione di Credito. La mia volontà personale, così come quella dei candidati al CdA che abbiamo proposto, è quella di proseguire su questa linea. Vogliamo potenziare tutto ciò. Le donne, gli uomini, i Soci, le persone ci sono. Le nostre comunità ci conoscono: siamo loro espressione. Crediamo negli stessi Valori. Credo e crediamo di poter continuare a dare il nostro contributo in rappresentanza di tutti i Soci della nostra grande Banca. Lo faremo insieme. Continuare insieme per le comunità”. Camillo Catarozzo

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