Decreto Bollette: si lavora e si cercano risorse per arrivare pronti a venerdì

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Si lavora. Venerdì il decreto bollette deve arrivare in Consiglio dei Ministri, dopo lo stop di inizio settimana della premier. E questa volta deve essere “soddisfacente”, per non fermarsi ancora. Una delle ipotesi ventilata oggi è che i 3 miliardi, considerato tetto massimo dal ministro Giorgetti (infastidito, pare, dallo slittamento deciso dalla Meloni) possano diventare anche 5 miliardi, ma spalmati su un anno e non su sei mesi come previsto dalla bozza del decreto fermato al via.

L’incremento delle risorse per sostenere famiglie e imprese potrebbe essere finanziato dalla proroga delle concessioni elettriche, riducendone la durata da 40 a 20 anni, come stabilito nell’ultima Legge di Bilancio. Servirebbe prima però un piano di investimenti approvato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.

Nulla di certo sulle coperture e il loro aumento, mentre dovrebbe essere sicuro, tra le misure del decreto, l’ampliamento del bonus sociale, con l’innalzamento dell’Isee dagli attuali 9.530 euro a 15mila euro. Ora il bonus è concesso per 12 mesi su una sola fornitura per ciascun tipo di servizio (elettrico, gas e idrico) ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro e con massimo tre figli a carico (20mila euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli). Per il 2025, il bonus elettrico annuo prevede 167,90 euro per nuclei con uno o due membri, fino a 240,90 euro per le famiglie con oltre quattro componenti. Estendere i beneficiari del bonus sociale avrebbe un costo stimato di 1,5 miliardi di euro. Si sta ragionando anche sulla riduzione del differenziale tra il prezzo del gas sul mercato europeo e quello italiano. Misura che farebbe risparmiare circa 1,3 miliardi di euro alle aziende. Si pensa di recuperare 600 milioni di proventi dalle aste sulle emissioni di CO2 per darli alle imprese energivore e alle PMI. Ma su questo aspetto c’è un’incognita tecnica, perché l’Italia potrebbe andare incontro a contestazione di aiuti di Stato da parte di Bruxelles.

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Sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità di ridurre l’Iva sul gas al 5% per un trimestre, con un costo stimato tra 200 e 400 milioni di euro, e l’azzeramento degli oneri di sistema sulla luce per tre mesi, che comporterebbe una spesa tra 300 e 500 milioni di euro. L’eliminazione degli oneri di sistema sul gas per lo stesso periodo potrebbe richiedere fino a un miliardo di euro.

Intanto i prezzi dell’energia salgono. Secondo l’osservatorio di Segugio.it, nell’ultimo anno l’energia elettrica è aumentata del 27% e il gas del 60%. L’indice Prezzo Unico Nazionale (PUN), che regola il mercato elettrico italiano, è passato da 11 centesimi al kilowattora di gennaio 2024 a 14 centesimi a gennaio 2025. Le previsioni per il 2025 indicano ulteriori incrementi, con l’energia elettrica che potrebbe raggiungere i 16 centesimi al kilowattora e il gas i 58 centesimi al metro cubo, quindi un aumento del 10% rispetto alle quotazioni attuali.

L’Italia continua a registrare costi energetici più altri rispetto a Paesi europei come Francia, Germania e Spagna, principalmente per l’elevato utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica. In più gli stoccaggi di gas sono più vuoti rispetto a un anno fa (al 53% contro il 59% di dodici mesi fa). Oggi, intanto, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione, collegato al Clean Industrial Deal, per ridurre i costi dell’energia, annunciando risparmi di 45 miliardi nel 2025, fino a 260 miliardi entro il 2040. Tra le misure previste, Bruxelles inviterà gli Stati membri nella riduzione delle tasse sull’elettricità e introdurrà una metodologia per ottimizzare i consumi. Sul gas si punta su acquisti congiunti e una task force per garantire prezzi più equi. Inoltre, saranno incentivati programmi per ridurre i picchi di domanda e un sistema di garanzia per investimenti in efficienza energetica.

In Italia l’appuntamento è per venerdì dunque. Il decreto bollette arriverà in Consiglio dei Ministri. Il governo sta lavorando per trovare un equilibrio il sostenere famiglie e imprese e mantenere sotto controllo la spesa pubblica, evitando misure che possano avere effetti distorsivi sul mercato o compromettere gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine.





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