Aste online, un mercato in crescita dall’arte agli oggetti per collezionisti

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Nell’ambito delle aste online l’Italia risulta essere il primo mercato europeo sia per quanto riguarda gli acquisti pro capite, sia per il volume complessivo dei beni acquistati, che lo scorso anno ha superato i 650mila lotti.

La conferma di questi dati, tracciando un bilancio delle aste sul web svoltesi nel 2024, viene dal portale Catawiki, sito di compravendita tra i più visitati in assoluto.

Gli oggetti più ambiti dai collezionisti: dalla Lancia Delta di Baggio a un’opera di Bansky

Tra i must puntati da chi si approccia alle aste online ci sono stati, lo scorso anno, in particolare orologi da collezione e vini rari, ma anche e soprattutto carte dei Pokemon e manga, fino ad arrivare ad un Banksy e alla Lancia Delta posseduta dall’ex campione di calcio, Roberto Baggio, venduta per 230mila euro, il prezzo più alto pagato da un italiano nel 2024.

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Foto: Imagoeconomica

Tra le curiosità si trova anche una Cleopatra dipinta da Artemisia Gentileschi, che è stata aggiudicata per 45mila euro, stesso prezzo, per cui è stata acquistata una chitarra Gibson ‘Lucille’ regalata da B.B King a Papa Giovanni Paolo II.

Mentre ha fruttato 14.500 euro al proprietario la vendita dell’opera ‘Rodeo Girl’ realizzata e firmata da Banksy.

Numeri in crescita

L’acquisto durante le aste, dunque, rappresenta quasi un culto. Tanto che, in alcuni casi, il flusso relativo a questo mercato è risultato in una crescita esponenziale.

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Questo è il caso, ad esempio, delle carte da collezioni, in particolare quelle dei Pokemon, che hanno fatto segnalare un incremento significativo, pari ad un +228% rispetto all’anno precedente, o quello dei manga, cresciuti del 132%.

Dai vini agli orologi: le passioni degli italiani

«Quello delle aste online si conferma, anno dopo anno, un settore molto popolare tra gli italiani che restano i più attivi sul mercato europeo per Catawiki», ha spiegato Stefania Filizola, responsabile beni di lusso di Catawiki.

«I nostri insights ci dicono che il 2024 è stato un anno in cui si sono confermate le grandi passioni degli italiani, con vini e orologi su tutte ma c’è stata anche una crescita esponenziale di altre categorie, trainate soprattutto da consumatori più giovani, tra cui carte da collezione e manga giapponesi su tutti, che hanno fatto registrare una crescita a tre cifre».

Gli orologi più ricercati online

Considerando il valore complessivo delle vendite, la categoria che ha fatto registrare i numeri più importanti è però quella degli orologi.

Quello più conteso del 2024 è stato un Rolex Oyster Perpetual Datejust Diamonds del 1991, con una cassa tempestata di diamanti, acquistato per 7.100 euro, mentre quello con più desiderato è stato un Audemars Piguet Royal Oak Chronograph del 2021 celebrato per la sua eleganza sportiva, aggiudicato per 28.600 euro.

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L’orologio più costoso acquistato da un collezionista italiano, invece, è stato un Artisans de Genève Lefty per John McEnroe, una personalizzazione particolare venduta per 50.500 euro.

Manga e carte collezionabili: il boom dei Pokemon

Sono le carte da collezione quelle che hanno fatto “impazzire” i collezionisti. Tra i pezzi più rilevanti passati di mano in Italia ci sono un set completo di One Piece, venduto per 2.300 euro, oltre ad un set di Wizard of the Coast, aggiudicato per 1.550 euro.

Intramontabili, e aggiungeremo introvabili, le carte Pokémon, la cui domanda è in costante aumento, tanto da aver segnalato una crescita di oltre il 200% rispetto al 2023.

Foto: Shutterstock

Tra gli acquisti più costosi fatti dagli italiani ci sono un set ”Pokémon Jungle”, venduto per 5.500 euro, e una carta Pokémon raffigurante Charizard, disegnata e illustrata da Mitsuhiro Arita, che ha raggiunto i 4.550 euro.

La carta da record

A livello internazionale il record è spettato ad una rara carta Pikachu Trophy del 2018 proveniente dai Campionati Mondiali di Pokémon TCG che ha conquistato il primato del portale ed è stata venduta per l’incredibile cifra di 45.499 euro.

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I volumi di vendita legati a vini e champagne

La passione per i vini muove allo stesso modo questo segmento di mercato, con i prodotti in bottiglia che hanno fatto registrare alcuni tra i maggiori volumi di vendita, pari ad oltre 265mila bottiglie acquistate nel 2024.

In particolare, i collezionisti italiani sono responsabili di oltre il 30% di tutti gli acquisti di vino e champagne sull’intera piattaforma mentre se si considera solo lo champagne, questa percentuale rappresenta oltre il 40%.

Le bottiglie più costose

Tra i lotti più costosi acquistati ci sono stati un cofanetto Salon Cuvée ‘S’ Le Mesnil Blanc de Blancs Enothèque, contenente sei bottiglie e una Magnum, e un set di nove prestigiose bottiglie di Masseto, venduto per 7.300 euro.

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La bottiglia più costosa è stata una Magnum di Salon Brut Blanc de Blancs Cuvée “S” Le Mesnil 2008, una delle cuvée più ambite tra le bollicine francesi, venduta per 6.000 euro.

Cosa sono le aste online e come funzionano

Le aste immobiliari online rappresentano una novità che sta rapidamente trasformando il mercato delle vendite all’asta. Con la crescente digitalizzazione e la necessità di snellire i processi, le aste online stanno diventando sempre più popolari sia per i venditori che per gli acquirenti.

Il funzionamento di un’asta online è simile a quello di un’asta tradizionale, ma con la comodità aggiuntiva di poter partecipare da qualsiasi luogo, senza la necessità di essere presenti fisicamente in tribunale o presso una casa d’aste. Gli acquirenti possono visionare tutti i dettagli dell’immobile tramite piattaforme dedicate, consultare perizie e documenti, e presentare la propria offerta in pochi clic. Il processo si svolge attraverso portali specializzati, che garantiscono la trasparenza e la sicurezza delle transazioni.

Dopo l’iscrizione e il versamento della cauzione, gli utenti possono partecipare all’asta, seguire in tempo reale le offerte degli altri partecipanti e rilanciare fino al termine stabilito. Alcune piattaforme offrono anche servizi aggiuntivi, come il supporto legale e la consulenza tecnica.

Il vantaggio principale delle aste online è l’accessibilità: chiunque può partecipare da remoto, riducendo i costi e i tempi legati agli spostamenti. Inoltre, la maggiore trasparenza e la possibilità di confrontare diverse aste in modo rapido hanno contribuito alla crescita di questo mercato.

Inoltre, le aste online hanno dimostrato di essere particolarmente resilienti in periodi di crisi, come durante la pandemia, quando le aste tradizionali sono state sospese o limitate.

Questo ha accelerato l’adozione della modalità online, che sembra destinata a continuare a crescere anche nel futuro.

Post pandemia da Covid 19 come è avanzato l’online nel mondo delle aste

Dopo il Covid il mondo della compravendita online è esploso dando vita ad un numero sempre più affluente di acquirenti, non solo nel mercato generico, ma anche in quello dell’arte.

Nell’era pre-covid, le aste online erano già esistenti all’interno delle case d’asta o in piattaforme di vendita esclusivamente online (come Catawiki, nata nel 2008) o, ancora più specializzate nel settore dell’arte (come Singulart, dal 2017), ma in maniera stabile e meno proficua.

Nella prima metà del 2020, invece, Christie’s, Sotheby’s e Phillips, ad esempio, iniziano a registrare un fatturato 5 volte maggiore rispetto allo stesso periodo del 2019, raggiungendo un totale di circa 370 milioni di dollari.

Secondo la ricerca di Hiscox del 2020, l’80% delle piattaforme di vendita d’arte online riponevano grande fiducia in questa modalità alternativa di mercato: il 65% confidava in un cambiamento permanente successivo alla crisi pandemica.

Anche le case d’asta miravano ad una diversificazione di clientela ed “oggettistica”, in visione di questa crescente prospettiva digitale.

Questa realtà, però, sarebbe stata valida solamente per gli attori “Alpha” del mercato dell’arte, ovvero i big in grado di sostenere gli investimenti in tecnologia (come Sotheby’s e Christie’s, per le case d’asta, o come Catawiki, piattaforma d’arte online già affermata).

Foto: Imagoeconomica

Le parti più deboli del sistema, invece, hanno accusato il colpo, rendendosi conto della forte dipendenza del mondo dell’arte dalle aste tradizionali.

Alcune piattaforme o case d’asta, infatti, sono state costrette a chiudere come, ad esempio, Paddle8, fallita nel marzo 2020.

Questo entusiasmo, infatti, è stato leggermente smorzato anche dai risultati degli ultimi anni, dimostrando come la crescita esplosiva del mercato online del 2020 (+ 461% rispetto al 2019, prendendo sempre le case d’asta top-tiers come riferimento) sia stata più una formula “paraurti” durante la pandemia che un incremento miracoloso.

Anche se si possono osservare due differenti risultati: da un lato, per quanto riguarda le vendite online delle case d’asta, lArtTactic Autumn 2024 Online Art Market Report ci mostra come nel 2022 ci sia stato un calo di vendite del 32% rispetto al 2021 da parte di Christie’s, Sotheby’s e Phillips, contro, invece, la crescita del +39% (+ $386 milioni) a cui hanno assistito nel 2021 rispetto al 2020; possiamo notare un’ulteriore decrescita (-46%) dal 2023 al 2024.

Un altro report di Hiscox del 2023, sottolinea come questo possa essere appunto causato dal fatto che, in ogni caso, per le vendite più importanti (quelle che superano i 30-50 mila dollari) gli acquirenti preferiscano le aste in presenza.

Nonostante ciò, la pandemia ha segnato comunque un punto di svolta che ha permesso di avvicinare sempre più consumatori all’acquisto online di lotti con fascia di prezzo media.

Dall’altro lato, infatti, se si osservano i dati delle vendite d’arte online generiche (incluse le piattaforme come Catawiki o Singulart, vendite online gestite da art dealers, gallerie, e così via), possiamo osservare, al contrario, una crescita costante, anche se minima.

Sotheby’s, Christie’s e Phillips: l’arte contemporanea è un must nelle vendite online

Il settore che è emerso maggiormente nell’ambito delle aste online è indubbiamente quello dell’arte contemporanea, con una crescita del 38,8% nel primo semestre 2024, di cui il 42% costituito da opere di arte figurativa.

Nonostante il numero di lotti venduti sia aumentato del 48,6% nel primo semestre 2024, i prezzi medi dei lotti di arte contemporanea sono diminuiti del 6,6%, rispetto al primo semestre 2023.

Per quanto riguarda, invece, i giovani artisti più venduti nelle aste online, dal 2020 al primo semestre 2024 sono stati Aboudia, Ayako Rokkaku e Tyler Hobbs. Il prezzo più alto per questa categoria è stato “Untitled” (2016) di Ayako Rokkaku, venduto per $489,258 da Sotheby’s Hong Kong nel 2021. Anche qui si può osservare un aumento del 53,6% dei lotti venduti, per un totale di 691; tuttavia, i prezzi medi sono diminuiti del 14,8% rispetto all’anno precedente.

Il ruolo dei social: anche Instagram fa la sua parte

Oltre alle piattaforme web, un altro modo alternativo per acquistare arte online inverosimilmente (o forse no) sono i social media.

In particolare Instagram è una delle app più utilizzate, soprattutto tra i giovani art buyers: il 29% degli acquirenti ha dichiarato di aver comprato arte direttamente su Instagram nel 2023, rispetto al 21% del 2022, dunque un fenomeno in continua crescita, anche in questo caso.

Il 71% degli utenti (dati del 2022) utilizza l’app per ricerche legate al mercato dell’arte (di cui l’85% sono under 35).

Quest’ultimo, dunque, non solo permette di scoprire e seguire i protagonisti del mondo dell’arte, ma diviene, a volte, anche un canale diretto di acquisto.

Gli altri social, invece, sono meno utilizzati in questo contesto o, addirittura, come nel caso di Facebook, il loro ruolo nel mondo dell’arte diventa di anno in anno meno fondamentale (solo il 12% di utenti nel 2023 ha dichiarato di aver utilizzato Facebook per scopi legati all’arte; il 17% nel 2022 e il 52% nel 2015). Linkedin è l’unico che negli anni ha mantenuto una percentuale di utilizzatori costante (circa il 18%).

Foto: Imagoeconomica

Gli artisti, in questo spazio, divengono dei veri influencer, coltivando il loro profilo e la relazione diretta con i follower o potenziali clienti.

Tuttavia, molto spesso Instagram non è solo che un veicolo per indirizzare gli utenti verso link esterni che li portano all’acquisto finale.

La prima scelta in ambito digitale, sicuramente rimane sempre quella delle piattaforme di vendita d’arte, eppure i social possono servire comunque da buon intermezzo per facilitare la conoscenza e la diffusione di lotti interessanti sul mercato.

Piattaforme P2P i fattori che aumentano la fiducia (o meno) negli acquisti online

La frequenza negli acquisti d’arte online sta aumentando sempre più, anche se in modo cauto. Come mostra il report di ArtTactic (2024) il 27% degli acquirenti d’arte abbia comprato opere online per più di 5 volte nel 2023.

Solitamente gli acquisti avvengono nelle stesse due o tre piattaforme di fiducia; nel 2024, però, si è registrato un calo di “lealtà”: un segnale, forse, di come l’utilizzatore ora si senta maggiormente sicuro e riesca a fare tranquillamente affidamento a più piattaforme diverse, ampliando così lo spettro di scelta.

Quando si parla di piattaforme online o le cosiddette Peer-To-Peer (P2P), si intendono quelle piattaforme come l’esempio di Catawiki, piattaforma P2P, che permette ai collezionisti di comprare e vendere direttamente tra di loro, senza l’intermediazione di terzi (come art dealer, gallerie, ecc).

Esistono anche realtà più specializzate nel settore artistico, come Singulart, appunto, oppure Artsy, Saatchi Art, Invaluable e Live Auctioneers, per citarne alcune. Queste piattaforme introducono le aste a tempo: le trattative si svolgono virtualmente e vi è la possibilità di accedere all’asta senza alcuna limitazione di orario, fino allo scadere del tempo. Per tutta la durata dell’asta, i partecipanti sono costantemente avvisati delle eventuali variazioni dei prezzi e dei rilanci, in modo da poter partecipare attivamente e direttamente alle contrattazioni.

I fattori che aumentano la fiducia e la propensione all’acquisto

L’affermazione di questi mercati P2P sta modificando profondamente le dinamiche delle case d’asta tradizionali: innanzitutto sono più accessibili, abbattendo barriere geografiche e di ingresso, ed offrono una variegata selezione di opere, tra cui anche lotti che probabilmente non troverebbero spazio nelle case d’asta tradizionali.

Sono, dunque, anche più flessibili rispetto alle aste tradizionali, potendovi partecipare, in alcuni casi, in qualsiasi momento (come con le aste a tempo per l’appunto).

Si parla anche di risparmio a livello economico, in quanto con l’esclusione di intermediari le commissioni sono nettamente inferiori rispetto a quelle delle case d’asta tradizionali, che di solito arrivano fino ad oltre il 25% del prezzo di aggiudicazione.

L’eliminazione di mediatori dà, inoltre, la possibilità di una negoziazione diretta tra le parti, senza il filtro della stima degli esperti, che viene rimpiazzata da feedback e recensioni; questo permette di creare fiducia nell’utente e di ridurre parzialmente il rischio di truffe o transazioni ambigue.

I prezzi, poi, oltre ad essere trasparenti e visibili a chiunque (aspetto chiave per decidere se acquistare o meno secondo il 91% degli acquirenti; Report Hiscox, 2023), sono anche più competitivi, consentendo un approccio al mercato più democratico ed eterogeneo.

La qualità delle opere è un altro elemento chiave che determina la scelta d’acquisto, in quanto i consumatori si aspettano lotti di pari livello a quelli presentati in gallerie o case d’asta fisiche, senza considerare l’online come una realtà secondaria o inferiore.

È importante, infine, donare informazioni dettagliate dell’opera in vendita ed è funzionale la facilità di navigazione e la ricerca intelligente, che si contrappone alla procedura di acquisto e vendita più lenta delle aste tradizionali.


FOTO: Shutterstock





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