Ondata di furti nelle case: residenti in strada a caccia di ladri

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AVEZZANO. Cittadini in strada, torce alla mano, a caccia della banda che sta mettendo in ginocchio Borgo Incile, quartiere a sud di Avezzano. Borgata sotto scacco dei ladri. Ieri l’ennesima effrazione che ha messo un punto alla pazienza dei residenti. L’allarme è stato lanciato da un’anziana del posto, che si è trovata di fronte una sagoma scura in camera da letto. E ormai si teme per la propria incolumità. Non è stato il primo incontro ravvicinato con i ladri. In un’abitazione a pochi metri di distanza, i malintenzionati sono entrati in casa mentre la proprietaria era sotto la doccia.

FURTI A BORGO INCILE

Quartiere finito da settimane nella morsa della criminalità. «Attendiamo ciascuno il proprio turno. Come col numeretto al supermercato», si sfoga una residente. L’escalation degli episodi predatori durante le ultime ore. Due episodi gravissimi. In entrambi i casi i ladri hanno convissuto con i proprietari sotto lo stesso tetto. Ieri alle 19 un’anziana sola in casa ha visto il suo gatto comportarsi in modo strano. Lo stesso animale l’ha condotta in camera da letto. Una volta accesa la luce si è trovata di fronte un ladro vestito di scuro, che alla vista della donna è fuggito dalla finestra. Inquietante poi la testimonianza di una vicina di casa. «Ero sotto la doccia quando ho sentito aprirsi il portone e ho dato per scontato fossero mio marito e i miei figli. Ho perso qualche altro minuto, poi ho chiuso l’acqua e messo l’accappatoio. Quando sono uscita dal bagno la mia famiglia è rincasata». E allora chi c’era con lei poco tempo prima? La donna ha immediatamente raggiunto la camera da letto. Dal comò mancava un intero cassetto. All’interno bigiotteria, quattro anelli di valore, i documenti dei bambini e i passaporti. E ora i cittadini minacciato la costituzione di «vere e proprie ronde per proteggere il territorio». Il pericolo è che si inneschi un sistema di presidio amatoriale, esasperato dalle tensioni degli ultimi giorni e dalla stato di allerta generale. Nella borgata era stata svaligiata anche la casa del consigliere regionale Massimo Verrecchia.

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GLI ALTRI EPISODI

Il quadro dei furti si allarga a macchia d’olio. Giorno dopo giorno. Le periferie sono stremate e i cittadini vivono in condizioni di tensione costante. Domenica alle 22 la denuncia di un raid in via Giovanni XXIII a Scalzagallo. Il proprietario era appena rincasato e ha notato la finestra forzata. Sul posto i carabinieri. Portati via monili in oro.

CARUSCINO SI MOBILITA

Ancora movimento poi nel quartiere di Caruscino, tra le zone di maggiore rischio sul territorio comunale, dove gli episodi predatori sono all’ordine del giorno e i residenti sono in preda alla psicosi da furti. Domenica sera, intorno all’ora di cena, alcuni abitanti di via Caruscino hanno innescato un passaparola fulmineo riferendo di tre uomini che cercavano di saltare la recinzione di una casa disabitata, confinante con una serie di abitazioni. Nell’arco di pochi secondi, sul posto è sopraggiunta l’intera comunità locale. I malintenzionati sono stati visti fuggire lungo via Salvatore Di Gennaro. Quindi attraverso via Brunelleschi. Alcuni uomini armati di torce hanno a lungo cercato di rintracciare i tre soggetti. Senza però riuscirci. Fa clamore lo stato di allerta della cittadinanza. Costretta a vivere sul chi va là. Sull’episodio è intervenuto il consigliere comunale Stefano Lanciotti. «I residenti sono esasperati. La tensione sociale aumenta. Un grazie a chi è prontamente intervenuto».

GIALLO AL “BELVEDERE”

Sotto i riflettori l’ex Motel Belvedere, in via XX Settembre, tra Caruscino e San Pelino, struttura gestita da una cooperativa sociale, che accoglie al suo interno un numero imprecisato di migranti. Nella serata di sabato, intorno alle 23, qualcuno ha lanciato l’allarme e chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per un presunto agguato agli ospiti da parte di un gruppo di persone, una quindicina, munite di bastoni e petardi. Il commissariato di Avezzano ha inviato sul posto due volanti. Si era parlato anche di colpi di armi da fuoco. Al loro arrivo, però, la scena si presentava tranquilla. Attivata anche la caserma dei carabinieri. Sul posto una pattuglia della stazione di Pescina. Al suo arrivo, nonostante un’attenta ispezione della zona, non è stato notato nulla di strano. Sono stati ascoltati anche gli ospiti, che hanno spiegato di non aver udito rumori simili ad esplosioni. Un giallo in piena regola.

STRUTTURA A RISCHIO

L’ex Motel Belvedere è da settimane al centro della cronaca cittadina. In particolare dopo il caso esploso a San Pelino, quando i residenti hanno catturato 4 giovanissimi colti in flagrante mentre cercavano di scavalcare la recinzione di una abitazione privata, al culmine di una caccia all’uomo armata di bastoni e mazze da baseball. Dopo l’identificazione dei responsabili, si è scoperto fossero ospiti della casa di accoglienza di San Pelino Vecchio. La vicenda aveva prodotto tutta una serie di accertamenti rispetto alle autorizzazioni di cui disponeva la struttura, all’attività dei gestori e alle condizioni in cui i minori presenti all’interno erano costretti a vivere. Solo pochi giorni fa il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ne ha disposto la chiusura immediata. Sebbene gli ospiti fossero già stati trasferiti fuori provincia dalla stessa Onlus che li ha a carico. Parallelamente l’amministrazione ha posto la lente sull’ex Belvedere. «Occorre disporre una verifica sulla regolarità della gestione, intensificare la presenza delle forze dell’ordine» e «auspicando ogni soluzione utile a garantire una più incisiva azione di contrasto alla criminalità e restituire ai cittadini la serenità che meritano». Così ha scritto Di Pangrazio al prefetto.

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