Per capire Stm e le altre aziende europee di semiconduttori, bisogna considerare il grande rilievo del mercato automotive per i loro ricavi. L’analisi di Alessandro Aresu.
Nei miei libri mi sono occupato spesso dell’industria dei semiconduttori e della sua centralità, contribuendo a far conoscere “campioni” tra cui ASML, NVIDIA e TSMC. Credo sia utile dare in un thread un contributo sulla delicata situazione che riguarda l’italofrancese STM.
Negli ultimi giorni, STM è al centro di rumor spiacevoli che riguardano soprattutto una class action iniziata l’anno scorso, mentre il titolo nell’ultimo anno è andato male, anche rispetto ad aziende EU come NXP e Infineon. A ciò si aggiunge la possibilità che l’azienda possa ridurre la forza lavoro. Non commento i rumor ma, nella mia analisi, faccio riferimento al mercato specifico e alle tendenze strutturali da considerare.
Caratteristiche fondamentali dell’industria dei semiconduttori sono: a. il rapporto con i mercati di riferimento, b. l’avanzamento della frontiera tecnologica. c. il carattere ciclico. A ciò si aggiunge anche il capitalismo politico!
Come funziona il gioco? Le aziende investono per stare alla frontiera su varie specializzazioni, servono alcuni clienti e mercati da cui dipendono, devono guadagnare bene nei cicli positivi per resistere ai cicli negativi.
Per capire STM e altre aziende europee, bisogna considerare allora il grande rilievo del mercato automotive per i loro ricavi. Se l’automotive tira e sceglie i loro prodotti, vanno bene. Altrimenti, perdono terreno.
Il mercato automotive è passato da prospettive positive (qui 2023) a un contesto di correzione, e ciò pesa senz’altro sui conti delle varie aziende. Il ciclo è sempre brutale e presenta il conto.
Ovviamente, il mondo vive ora il super-ciclo dell’intelligenza artificiale, ma questo per gli IDM europei conta relativamente poco, perché, come ho ricordato, non è il loro ciclo, non stanno su quella frontiera.
Dentro questo gruppo STM, poi, secondo autorevoli analisti come O’Laughlin, non performa altrettanto bene per gli azionisti come Infineon, NXP e altri durante il ciclo positivo. Attualmente, infatti, va peggio. Questo aspetto (l’incontro inevitabile col ciclo negativo) deve però portare la nostra attenzione sulla questione più ampia, che ho spesso sottolineato, che riguarda l’automotive in Europa.
L’investimento cinese sull’automotive è un investimento anche in elettronica che ha già dato i suoi frutti e li darà ancora. Questo indebolisce e indebolirà i mercati di sbocco automotive europei: un problema per tutti gli attori EU dei semiconduttori. Le aziende cinesi attaccheranno sempre più le nicchie dell’elettronica automotive attraverso il governo della domanda e la superiore capacità organizzativa e di coordinamento. Solo un qualche rilancio dell’aumotive europeo può rispondere al problema.
Va detto che STM ha clienti prestigiosi nella sua top 10, tra cui Apple, SpaceX e Tesla. Non va però dimenticato che queste aziende operano costantemente per razionalizzare la filiera e, nel caso delle aziende di Musk, anche ridurre i costi tramite innovazioni interne.
Il dovere di STM è quindi avere capacità per monitorare le attività dei clienti e la loro supply chain, per quanto possibile, al fine di conservare alcuni vantaggi che la rendono indispensabile per loro, allo stesso tempo cercando nuovi clienti e diversificando.
Per quanto riguarda la collaborazione con la Cina, su cui c’è stata una joint venture, io sono comunque contrario: l’obiettivo cinese è sempre internalizzare, per loro si è sempre e solo un taxi per arrivarci prima, qualunque garanzia venga data.
Aggiungiamo che un altro elemento di debolezza potenzialmente strutturale per STM è l’esclusione da quello che, dopo la pausa/fine dei progetti Intel, è rimasto il principale progetto europeo dell’industria. Si tratta ovviamente di TSMC in Germania. STM ha puntato su una partnership con Global Foundries e su altri investimenti ma se veramente TSMC inizierà a produrre in Europa – ci crederò quando lo vedrò – non esserci è sbagliato.
In European Semiconductor Manufacturing Company ci sono infatti non solo Infineon e NXP, ma c’è anche Bosch. La centralità globale di TSMC è aumentata ancora, quindi non esserci sarebbe un problema strutturale.
Guardando in profondità, si vedono i grandi temi che STM dovrà affrontare nel prossimo futuro, forse anche in un consolidamento dell’industria europea. E “per avere successo è necessario continuare a investire in nuovi prodotti anche durante i periodi negativi” (G. Moore).
Come sempre tra Italia e Francia, ci sono poi i delicati rapporti tra i governi da considerare. Ma da ultimo, sarà sulle tendenze strutturali che l’azienda dovrà dimostrare il suo valore, navigando nelle difficoltà del ciclo.
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