Il M5s non rientrerà nella giunta Emiliano, ma lavora già per far parte, in maniera organica, della prossima coalizione progressista. Un primo “incrocio” tra due protagonisti quasi certi delle Regionali d’autunnio c’è stato ieri mattina a Bari: quello tra Antonio Decaro, candidato governatore in pectore per il centrosinistra; e Mario Turco, vicepresidente nazionale dei pentastellati nonché colui che, assieme al coordinatore regionale Leonardo Donno, porterà avanti le trattative con il Pd e gli altri alleati. Prove di intesa si potrebbe dire, anche se il tema dell’incontro pubblico di ieri era tutt’altro e ha riguardato le opportunità per le città del Sud in Europa.
Turco ha lasciato intendere inequivocabilmente che il Movimento formalmente non rientrerà nella giunta regionale e in maggioranza: «Arrivati a questo punto – ha detto – in questo scorcio di legislatura in Regione lavoreremo sulle tematiche che servono alla Puglia, che servono ai cittadini pugliesi. Per quanto riguarda la nostra posizione, abbiamo dimostrato massima responsabilità sostenendo le tematiche che servono. Non faremo, a questo punto, alcun passo indietro. Lavoreremo soprattutto sul futuro, perché oggi è importante, sì, terminare nel miglior modo possibile, ma pensiamo soprattutto a costruire un futuro migliore per la Puglia. A noi le poltrone per poter tornare in maggioranza non servono. Pensiamo alla sostanza». Sui prossimi passi in vista delle Regionali, spiega: «Entro fine mese andremo a incontrare tutti i nostri gruppi territoriali, in tutte le province. Ascolteremo i nostri attivisti con riferimento alle tematiche poi da portare al tavolo di una possibile coalizione qui in Regione Puglia e subito dopo andremo a incontrare le altre forze politiche».
Su Decaro alla guida della coalizione, invece, glissa: «I nomi si faranno solo esclusivamente alla fine». Ma questa è la strategia sposata da tutti i protagonisti, da Elly Schlein in giù, fatta eccezione per Michele Emiliano che in settimana ha “incoronato” l’ex sindaco di Bari e gli ha persino chiesto di sciogliere presto il nodo candidatura. Il Movimento, però, pone già un paletto per far parte della coalizione progressista: “no” ai trasformisti. Lo ha ribadito ieri Turco: «Sull’etica pubblica – ha chiarito – sulla lotta alla criminalità e all’infiltrazione mafiose noi siamo in prima linea. Sul tema del trasformismo siamo nettamente contrari e alle prossime Regionali diremo no al trasformismo perché è l’anticamera poi di quello spiraglio dove la criminalità e lo scambio di voto prende sopravvento».
Si preannuncia, quindi, una campagna elettorale da alleati con il Pd, ma sul fronte Cinque Stelle si batterà il chiodo soprattutto sul tema legalità. D’altronde, non potrebbe essere diversamente dopo aver lasciato il posto in giunta e gli incarichi istituzionali in nome proprio della legalità e per prendere le distanze da una maggioranza che veniva travolta dalle inchieste sul presunto voto di scambio. «In Regione – ha ricordato non a caso il vice di Conte – abbiamo posto un problema di etica pubblica e il Movimento 5 Stelle su questo tema non farà mai un passo indietro. Lo abbiamo dimostrato con la rinuncia alle nostre deleghe, soprattutto assessorili. Abbiamo proposto delle soluzioni con il protocollo di legalità».
Decaro ascolta ma non si espone, nemmeno il pressing di Emiliano lo smuove: «In questo momento – risponde ai cronisti che gli chiedono quando l’annuncio ufficiale della sua discesa in campo – devo lavorare e svolgere l’attività che mi ha portato in Europa, i cittadini mi hanno portato in Europa. Oggi torno dall’Abruzzo dove ho incontrato gli agricoltori e gli industriali, c’è il tema dell’automotive, sono tutte attività importantissime. Lunedì, quando tornerò a Bruxelles, mi occuperò di resilienza idrica, ad esempio. Quando arriverà il momento faremo le valutazioni insieme ai pugliesi, non è mai una scelta che ho fatto da solo» quella di candidarsi. Ma che tempi ci sono? «Non credo ci siano dei tempi fissati», fa ancora melina. L’impressione è che i tempi siano dettati più dalle trattative nazionali che locali: M5s e Pd dovranno trovare una intesa su più Regioni, c’è in ballo anche la Campania, ad esempio. Chiuso il cerchio a livello nazionale, verrà ufficializzato il successore di Emiliano. La primavera potrebbe essere la stagione giusta per riscaldare i motori, c’è chi indica come il periodo a cavallo tra aprile e maggio quello degli annunci ufficiali.
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