Dai «il tuo ex» in pasto a un rapace: boom del San Valentino pulp che aiuta gli animali

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di
Alessandro Sala

L’iniziativa di un centro di recupero per volatili feriti: una donazione per«vendicarsi» del partner che non c’è più. Con 100 dollari anche un video che mostra come un verme o un roditore ribattezzati con il nome dell’ex viene mangiato da un rapace

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Siete indecisi sul regalo al vostro partner per San Valentino? Se siete amanti degli animali avete molte possibilità di fare qualcosa di buono nel loro nome. Per esempio scegliendo un’adozione a distanza presso un rifugio che ospita cani o gatti che non possono lasciare la struttura perché troppo anziani o troppo malati. Oppure aderendo a uno dei progetti di salvaguardia promossi dalle diverse associazioni impegnate nel campo della protezione della natura. 

E se invece voleste fare un regalo di non Valentino? Cioè affidarvi agli animali per esprimere il vostro mood nei confronti, per esempio, di un vostro ex? Beh, negli Stati Uniti hanno pensato anche a questo. Il Bird Treatment and Learning Center di Anchrage in Alaska e lo Zoo del Minnesota hanno deciso di assecondare anche i non innamorati, anzi gli ex innamorati arrabbiati, quelli che hanno magari motivi di dissapore nei confronti di un ex fidanzato o fidanzata che magari li ha traditi o lasciati. Per fargliela pagare in modo perfido ma non violento si possoo ad una categoria particolare di animali: gli insetti e i topi destinati all’alimentazione di mammiferi, roditori e volatili. 




















































Lo zoo del Minnesota ha lanciato per il Valentine’s Day l’iniziativa «Name a Bug», ovvero battezza un insetto. Non è presentata esplicitamente come iniziativa per vendicarsi di qualche torto subito, perché si potrebbe dare a qualcuno il nome di una farfalla. Ma considerando che gli insetti candidabili sono destinati all’alimentazione di specie come i camaleonti, gli opossum, le tartarughe o scimmie leonine, di romantico c’è veramente poco. A scanso di equivoci lo zoo precisa che questi insetti saranno parte di una «dieta bilanciata». Con una donazione di 15 euro si può abbinare ad uno di loro il nome di un amico o di un nemico ad un insetto e il parco provvederà a fargli sapere, con una mail, che quell’insetto è stato rinominato in suo onore. Agli appassionati di entomologia potrà magari anche far piacere (magari neh), ma come ha rilevato l’Associated Press, sono tanti coloro che ne hanno approfittato per associare il nome dell’ex ad uno scarafaggio, preoccupandosi pure di farglielo sapere. Buon per lo zoo, che comunque ha ricevuto le donazioni. 

Il centro di studio e trattamento dei volatili di Anchorage, invece, ha lanciato un progetto il cui nome già non lascia intendere nulla di amorevole: «Love Hurts», l’amore fa male, già proposto nel 2024. Con una donazione di 10 euro è possibile associare il nome dell’ex ad un verme della farina destinato al pasto di un uccello. E per una cifra dieci volte superiore, 100 euro, battezzare un topo destinato ad un rapace. In questo caso viene prospettata anche la possibilità di ricevere un video che mostra come il gufo di turno si inghiotta il ratto ribattezzato, evocando un’associazione di idee alquanto macabra. 

Ovviamente il mood è goliardico, del resto il Valentine’s Day in America è altrettanto commerciale e spesso molto meno serioso di come lo si vive, per chi ci tiene, dalle nostre parti. Ma l’iniziativa ha una finalità molto concreta. Il Bird Treatment and Learning Center di Anchorage è infatti un santuario per il recupero, la cura e la rimessa in libertà di volatili trovati feriti. Coinvolge diversi volontari che hanno iniziato ad operare sotto la guida di un veterinario dell’Artic Animal Hospital e che dalla fine degli anni Ottanta è una organizzazione no profit. Ora gestiscono una clinica nei pressi dell’hotspot per il birdwatching di Potter Marsh. Vengono rimessi in sesto uccelli selvatici feriti, malati o piccoli rimasti orfani, recuperati in tutta l’Alaska. Ogni anno vengono curati più di 500 volatili. Vengono poi portati avanti progetti divulgativi e di sensibilizzazione rivolti in particolare ai ragazzi. 

L’iniziativa, di fatto un’azione di Valentine’s revenge, ha avuto un grande successo. «Abbiamo ricevuto donazioni da 38 Stati americani e anche dall’estero – ha spiegato la direttrice del centro, Laura Atwood ad una tv locale -. Ci hanno contattati dall’Irlanda del Nord, dall’Australia, da Singapore, Dubai e altri ancora». In totale la raccolta ha superato i 14 mila dollari, non poco per l’associazione.  La direttrice ha confermato che l’iniziativa voleva davvero essere solo divertente, facendo notare che gli uccelli alla fine hanno continuato solo a mangiare quello che abitualmente fa parte della loro dieta. La novità è però rappresentata dai video di accompagnamento, quelli in effetti un po’ pulp se si pensa a ciò che evocano. Le richieste però sono state talmente alte che non tutti riceveranno il filmato entro la giornata del 14 febbraio: «I rapaci possono mangiare solo un certo numero di ratti in un giorno – ha spiegato Atwood -. Ci vorrà un po’ di tempo». Insomma, buon Non San Valentino.   

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13 febbraio 2025

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