Chiede l’intervento del Procuratore Capo Giuseppe Borrelli il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Celano, presentando la terza interrogazione sulla vicenda relativa alla costruzione del Grande Albergo. Nel mese di dicembre 2024, l’esponente forzista ha richiesto chiarimenti e/o precisazioni con riferimento alla cessione alla società “Hotel Salerno Srl” delle due aree “Foce Irno” denominate Prog. 1b, Lotto 1 e 2, in catasto al fol 69 nn. 251-252, estese ciascuna mq. 1.355, nonché alla variazione delle destinazioni d’uso delle stesse, senza, ad oggi, aver avuto ancora risposta. L’esame delle fasi amministrative, tecniche e legali consente di ricostruire la vicenda con riferimento ai seguenti punti che appaiono meritevoli di approfondimento e in particolar modo la concessione di un contributo del 75% alle imprese danneggiate che dispose il vincolo di destinazione d’uso a finalità produttive, sociali e pubbliche delle aree di sedime degli stabilimenti delocalizzati: l’Italcementi SpA e il Comune concordarono la compravendita del terreno di risulta nell’area Foce Irno che, per tale obiettivo, era stata preliminarmente divisa tra una “Zona A”, per la parte edificata, e una “Zona a recupero Standard, verde e parcheggi”, per quella residua, anche con l’obiettivo di adeguarne la dotazione ai parametri di Legge. Va ricordato, infatti, che il Comune beneficiò di un contributo di 10 miliardi per le attività post-terremoto, certamente in parte destinato a sostenere la spesa di € 577,5 milioni pari al valore assegnato dall’Ufficio Tecnico e concordato con la parte venditrice. Tuttavia, l’Italcementi pretese ed ottenne una fidejussione bancaria dell’importo di € 3,8 miliardi che, quindi, doveva essere il costo effettivo della transazione per la quale, in funzione delle caratteristiche delineate in atto, furono applicate agevolazioni finanziarie, fiscali e tributarie. Secondo alcune leggi in vigore, il Comune dispose la concessione per la durata di 60 anni, nel 2002, della porzione inserita nella “Zona A” per la costruzione del Grande Albergo, così salvaguardando la destinazione e la finalità pubblica mentre con la sentenza del 16 febbraio 2011, la Corte dei Conti riconobbe che gli immobili sottoposti a vincolo di destinazione erano da classificare nella categoria dei beni del patrimonio indisponibile così stabilendo l’obbligo della speciale procedura per il possibile trasferimento tra i beni disponibili. «Ciò posto, dopo aver mutato la destinazione dei suoli con semplici atti amministrativi, il Comune ha proceduto alla vendita a privati peraltro non menzionando, nei rogiti notarili, i vincoli presenti e per i quali, per quanto noto, non sarebbero state poste in essere le prescritte procedure per la liberalizzazione – si legge nella interrogazione indirizzata al sindaco Vincenzo Napoli e al procuratore Borrelli – Benché sia stato dichiarato che le aree sono a destinazione alberghiera, negli scorsi mesi i cittadini furono allertati circa possibili offerte immobiliari residenziali, definendole frutto di inganno. Però, premesso che negli atti di cessione dei suoli del 2024 è previsto che “le destinazioni funzionali, (direzionale/terziario-commerciale/turistico-ricettive) come già individuate nella scheda urbanistica allegata all’asta pubblica, potranno essere oggetto di cambio di destinazione d’uso nell’ambito delle categorie compatibili individuate nella scheda urbanistica allegata all’asta pubblica”, adesso, con delibera n. 6 del 14/01/2025, la Giunta Comunale ha modificato le Norme Tecniche di Attuazione relative al PUC prevedendo la modifica della destinazione decorsi cinque anni dall’agibilità. Con la variazione delle regole per il calcolo della Superficie Lorda di Solaio, inoltre, consentendo la realizzazione di logge e loggiati di profondità fino a 2,00 m, nonché di balconi e di terrazze scoperte a livello degli appartamenti, di terrazzi di copertura degli edifici, delle superfici di terrazze, a livello delle unità immobiliari, coperte per una profondità media ponderata di 4,00 m e aperte su tre lati oppure coperte per una profondità media ponderata di 2,00 m e aperte su due lati, salvo altro, sembra siano state introdotte modalità costruttive idonee a favorire la successiva destinazione residenziale delle strutture». Da qui la richiesta di sapere quali motivazioni furono alla base della concessione del diritto di superficie, nel 2002, per la costruzione del Grande Albergo; quali procedure sono state poste in essere per consentire il passaggio dei suoli dell’area Prog 1/b e Prog 3 dal patrimonio indisponibile del Comune a quello disponibile; quali accorgimenti intende adottare per prevenire i rischi di una possibile destinazione speculativa delle strutture che si andranno a realizzare alla luce delle modifiche alle NTA inopportunamente a intempestivamente adottate; se, nell’attesa degli accertamenti di carattere amministrativo, tecnico e legale, che vorrà eventualmente disporre, non ritiene opportuno sospendere preliminarmente, in autotutela, la procedura di cessione dei suoli di via Vinciprova, Prog 3, che sottrae alla Città l’unica area di sosta disponibile in centro per le linee di trasporto autobus.
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