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TORINO\ aise\ – Nei primi nove mesi del 2024 le esportazioni dei distretti piemontesi sono state pari a 9,6 miliardi di euro, in crescita dell’1,8%, per 167 milioni di euro. Le vendite all’estero sono aumentate in tutti i trimestri, rispettivamente: +1,1%, +1,5% e +2,6%. Queste le principali evidenze del Monitor dei Distretti del Piemonte, elaborato dal Research Department di Intesa Sanpaolo. Nella regione, i distretti hanno realizzato risultati migliori del totale economia e del manifatturiero (in calo rispettivamente del 3,7% e del 3,5%), che hanno scontato le forti difficoltà della produzione di auto di Torino. Anche il confronto con la media dei distretti italiani (che hanno chiuso i primi nove mesi 2024 in aumento dello 0,6%) mette in luce positiva i distretti piemontesi.
Le esportazioni distrettuali del Piemonte sono cresciute sia verso i nuovi mercati (+1,7%), trainati da Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, sia verso i mercati maturi (+1,8%) con Stati Uniti, Danimarca, Irlanda, Regno Unito e Germania in testa. In aumento (+0,9%) anche l’export verso la Francia, primo mercato di sbocco con una quota sul totale del 13%. Considerando i principali sbocchi commerciali, le contrazioni dell’export più intense (superiori a 20 milioni di euro) hanno invece riguardato Svizzera, Cina e Belgio.
In un contesto di debolezza degli scambi mondiali, la buona tenuta dei valori esportati dai distretti piemontesi è il frutto di risultati eterogenei sia tra settori, sia all’interno dei settori.
L’export dei distretti agro-alimentari piemontesi è in crescita nei primi 9 mesi 2024 del 5,7%, grazie a una domanda aciclica. Per i Dolci di Alba e Cuneo la crescita è stata continua e a doppia cifra in tutti e tre i trimestri (nel complesso +18,6%, pari a +234 milioni di euro, in valore l’aumento maggiore dell’export tra i distretti piemontesi nel periodo analizzato); crescita elevata per Caffè, confetterie e cioccolato torinese (+7,7%, pari a 51,1 milioni di euro); quasi stabili le esportazioni del distretto del Riso di Vercelli (-0,2%, per meno di 1 milione di euro); Vini delle Langhe, Roero e Monferrato in lieve calo (-1,6% per 23,8 milioni di euro); Il calo più intenso ha riguardato Nocciola e frutta piemontese (-16,1% corrispondenti a 36,9 milioni di euro), distretto condizionato anche da una produzione poco abbondante e costi di produzione in aumento.
I distretti della meccanica distrettuale piemontese nel complesso sono rimasti stabili, segnando andamenti fortemente diversificati. Crescita notevole per Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (+30,8%, corrispondenti a 71,5 milioni di euro); quasi stabili le Macchine utensili e robot industriali di Torino (-0,7%, pari a 5,2 milioni di euro); calo più intenso invece per Rubinetteria e valvolame di Cusio-Valsesia (-4,1%, pari ad 48,5 milioni di euro) e Macchine tessili di Biella (-19%, pari a 17,2 milioni di euro).
Il sistema moda piemontese risulta in calo dell’1,6%, condizionato dal Tessile di Biella (-3% per 51,7 milioni di euro), che, pur scontando la debolezza del sistema moda e il rallentamento della filiera del lusso per via del calo dei consumi, tra i distretti tessili italiani è quello che ha subito il calo meno netto in termini di export nei primi nove mesi del 2024. L’Oreficeria di Valenza è rimasta sostanzialmente stabile sui livelli dei primi 9 mesi del 2023 (+0,1% per un aumento in valore di 1,3 milioni di euro), con andamenti condizionati dalle forti relazioni del distretto con gli operatori del lusso.
Il distretto dei Casalinghi di Omegna è il più piccolo tra quelli monitorati in Piemonte ed è anche l’unico rappresentante dei distretti del sistema casa. La performance sui mercati esteri è stata negativa nei primi nove mesi del 2024 (-14,5%, pari a -7,3 milioni di euro).
Per quanto riguarda i due poli tecnologici piemontesi, nel periodo gennaio-settembre si segnala un leggero aumento dell’export (+0,4%), frutto di un andamento differente: le esportazioni del Polo aerospaziale del Piemonte hanno realizzato un aumento dell’export del 6,3% (pari a una crescita in valore di 60 milioni di euro), il 95% dell’export può essere ricondotto a 5 Paesi; le esportazioni del Polo ICT di Torino, invece, hanno subito una battuta d’arresto (-7,7%, per un calo in valore di 53 milioni di euro).
“Anche nell’ultima parte dell’anno abbiamo assistito alla tenuta e alla buona capacità di reazione dei distretti piemontesi. La nostra manifattura resiste, anche grazie alla flessibilità e alla diversificazione di prodotti e mercati di sbocco”, ha commentato Stefano Cappellari, Direttore Regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna. “La priorità di Intesa Sanpaolo è continuare a sostenere gli investimenti, facendo rete con tutti gli attori economici. Per cogliere le opportunità legate a sostenibilità, digitalizzazione, sviluppo internazionale e Transizione 5.0 abbiamo messo a disposizione delle imprese piemontesi 10 miliardi di euro, con il programma “Il tuo futuro è la nostra impresa”. In regione, i progetti ESG, dal lancio delle linee di finanziamento S-Loan e Circular Economy, hanno beneficiato di 660 milioni di euro, premiando le aziende impegnate in obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale. Confermiamo anche l’impegno a sostegno delle famiglie, in particolare sul fronte dei mutui green e per le giovani generazioni”.
Secondo gli analisti del Research Department Intesa Sanpaolo, il ritorno a una crescita diffusa dei distretti si potrà osservare nel corso del 2025, quando, soprattutto in Europa, inizieranno a farsi sentire gli effetti del rientro dell’inflazione e della riduzione dei tassi di interesse. (aise) 





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