Eva Herzigova aveva 19 anni quando Ellen Von Unwerth l’ha ritratta. Claudia Schiffer 21 e Naomi Campbell solo 15: “quando Naomi è entrata nei nostri uffici di Los Angeles era una ragazzina con una presenza e un’ambizione innegabili” ricorda Paul Marciano mentre accarezza con lo sguardo gli scatti in mostra fino al 3 marzo presso il Mudec Photo di Milano.
Una rassegna fotografica che ripercorre le campagne Guess attraverso 40 anni di storia del brand, ma anche della moda e del costume americano. Protagonista non è il prodotto, non lo è mai stato: “Sempre la stessa domanda, milioni di volte, mio fratello non poteva capire perché il nome del brand non apparisse. Per me era chiaro: volevo creare un’immagine che le persone volessero ricordare”. Traguardo raggiunto, si direbbe, perché per chi gli anni 80 e 90 li ha vissuti questa mostra è una madeleine.
Non a caso il titolo è “The Creation of diva”, perché l’obiettivo dei fotografi arruolati da Guess – Wayne Maser, Bryan Adams e Dewey Nicks, giusto per citarne alcuni – è sempre stato puntato su di loro: le modelle, allora giovanissime (l’età rende perfino irriconoscibili una Carla Bruni, una Letizia Casta o una Drew Barrymore) e oggi dive.
Tra suggestioni cinematografiche e video di backstage, l’allestimento accompagna il visitatore in un arco temporale che va dal 1981 a oggi, dall’epoca analogica al mondo contemporaneo digitalizzato, negli spazi di Mudec Photo, in via Tortona 56.
Marciano ha sempre avuto intuito nello scoprire nuovi talenti, queste campagne lo dimostrano: “Ho scelto Claudia Schiffer ed Eva Herzigova basandomi esclusivamente sulle loro Polaroid, senza incontrarle di persona. Mi sono fidato dell’istinto e le loro campagne sono diventate leggendarie. Anna Nicole Smith l’ho vista per la prima volta quando è venuta a un provino fotografico per bambini con suo figlio: mi è sembrato che Anita Ekberg in persona camminasse verso di me. Incarnava il sogno americano in carne e ossa, un mix di fascino, fascino e autenticità perfettamente in linea con Guess.
Marciano ha sempre lavorato con grossi nomi della fotografia. Maestri che a volte possono rivelarsi più bizzosi dei soggetti. “Ho sempre rispettato la visione dei fotografi. Quando scattano, hanno bisogno della libertà di esprimersi appieno, è così che abbiamo ottenuto immagini memorabili”, racconta.
“Ricordo la mia primissima campagna pubblicitaria, nel 1982. Uno shooting di tre giorni a Laguna Beach. Eravamo solo in tre: io, un truccatore e Wayne Maser, che non aveva mai scattato foto di moda in vita sua. Abbiamo messo in valigia un paio di jeans, portato con noi un’assistente alle vendite e una modella, Diedre Maguire, ragazza bellissima scoperta a un mercatino, e siamo partiti per la California. Iniziamo a scattare sulla spiaggia, ma nel giro di poche ore la polizia locale ci ha inseguiti da un posto all’altro, chiedendo di esibire permessi che non avevamo. Ci siamo mossi continuamente e nonostante le interruzioni, nonostante l’improvvisazione, abbiamo catturato immagini straordinarie. Non posso fare a meno di riflettere su quegli umili inizi ogni volta che sono sul set per una nuova campagna. Fu l’inizio di un viaggio incredibile”.
LA MOSTRA: A Milano, Mudec Photo, via Tortona 56. Fino al 3 marzo
.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link